Edoardo's profileEccentrica GallumbitsPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    January 29

    Lezione fine di buon animo

    Gli antichi dicevano: "Prima di rispondere a chi ti ha offeso, conta fino a dieci". La risposta immediata, ispirata dall'ira (anche se è di larga convinzione riterla prova di bravura retorica; colpa di troppi telefilms dalle battute a bruciapelo), aggrava la tensione e rende più difficile l'intesa.
    Invece una risposta gentile fa sbollire la collera; come rugiada che mitiga il calore.
    Accade anche che il litigante legga questa prova gentilezza come segno di remissività, che fa apparire l'interlocutore più vulnerabile ad una successiva insinuazione, specie se il contendente vuole imporre la propria ragione.
    L'ultimo caso, ahimé, è il più comune e sempre più tale.
    Spero ed ho fiducia nelle rimanenze di buona educazione e di positività nei confronti della gente.
    Oggi ho davvero imparato qualcosa che non avevo capito sino in fondo.

    Inferno d'amore

    "I diavoli mi hanno raccontato che esiste un inferno per i sentimentali e i pedanti. Vengono abbandonati in un interminabile palazzo, più vuoto che pieno, e senza finestre. I condannati lo percorrono come se cercassero qualcosa e, già si sa, dopo un po' cominciano a lamentarsi. Dicono che il tormento maggiore consiste nel non partecipare alla visione di Dio, e così via.
    Allora vengono i diavoli e li gettano nel mare di fuoco, da dove nessuno li tirerà mai fuori."
    January 25

    La priorità

    Nel mondo c'è crisi e in Italia, forse, più che altrove. Mentre nel mondo si discute degli problemi più urgenti dell'oggi in Italia si discute pure ma di altro.
    Perché in Italia c'è anche crisi politica e la crisi politica ha delle conseguenza gravissime: lo sconcerto, o meglio, lo sconforto dei cittadini; poi, ma non in secondo luogo, perdono la priorità i problemi incalzanti, per lo più economici, come la recessione americana ed il crollo delle brose; ed infine questi problemi vengono amplificati dalla cattiva politica.
    Non dovrebbe essere così.
    Politica, tra i suoi numerosi significati e sinonimi, è intesa sopratutto come 'strategia'. Perciò mentre una buona politica è capace di risanare, una cattiva demolisce.
    E di questa molta se ne trova in giro.
    Purtroppo un sacco di politici sono impegnati a sradicare i germogli-governo in tenera età da quando è nata la repubblica (una delle eccezzioni è il governo Berlusconi III, che è sopravvisuto per cinque anni come gramigna molesta) senza che questi diano veri frutti-risultati e per di più ciucciando molto in nutrimento-costi.
    Siamo un paese simile ad un auto impazzita, dove spesso ci si strappa il volante di mano a vicenda.

    Il marchese del grillo

     
    Fra Bastiano
    Caricato da Cirux70
    January 23

    Cause civili

    Se sommiamo i processi per causa civile in un anno di Spagna, Francia e Gran Bretagna...
    ebbene questi equivarrebbero per numero a quelli italiani. Per la durata dei tempi della giustizia invece li schiacciamo con il nostro triste primato.

    January 22

    L'illusione dell'alternativa

    Concediamo due possibilità di scelta, A e B, ad una persona, meglio se conosciuta.
    Dopo aver offerto queste due opzioni, non appena lui ne sceglie una, l'accusiamo di non aver scelto l'altra.
    Cioè se il tale sceglie A, lo rimproveriamo di non aver deciso per B e viceversa.
    Questo meccanismo prende il nome di illusione dell'alternativa.
    E' veramente efficace: noi siamo abbastanza intelligenti per scanzonare separatamente due opzioni eppure veniamo sempre ingannati dall'illusione generata quando queste opzioni vengono sapientemente messe assieme. E l'inganno è un bel rompicapo, non riusciamo a capire perché ci caschiamo sempre.
    Perciò bisogna imparare ad utilizzare questo meccanismo sofisticata e a brandirla, usarlo come arma d'offesa.
    A tale scopo propongo alcune facili tecniche:
    1. Chiedete a qualcuno di farvi un favore. Quando avrà quasi finito chiedetene un altro. Siccome potrà soddisfare solo una richiesta per volta, voi avrete già vinto: se vuole finirvi il primo favore, potete lamentarvi che egli ignori il secondo e viceversa. Se si arrabbia, potete mostrarvi offesi e rinfacciategli che negli ultimi tempi è lunatico.
    2. Dite o fate qualcosa che si possa tanto prendere per scherzo quanto sul serio. Accusate poi il vostro partner, a seconda della reazione, di buttare sul ridere una cosa seria, oppure di non possedere alcun senso dello humor.

     
    - Consigli per vivere infelici
    January 18

    Socrate e la Tv

    SOCRATE: Riposiamoci sotto questo cedro e poniamoci il problema se gli uomini con il passare del tempo diventano migliori o peggiori dei loro padri.
    CRITONE: Non vorrei essere giudicato un pessimista come Antistene, ma ho paura che le nuove generazioni non abbiano quelle qualità che di solito vengono attribuite alle persone di buon senso, e che comunque sono indispensabili al filosofo.
    SOCRATE: Mio buon Critone, hai tu qualche esempio da portare a difesa di questa tesi?
    CRITONE: Purtroppo l'esempio che mi chiedi me lo ritrovo addirittura in casa: parlo, ma forse l'hai gi… capito, di mio figlio Trasibulo. Il ragazzo, invece di dedicarsi alle buone letture e allo studio della natura, dorme per buona parte della giornata e trascorre notti insonni in un sotterraneo di Atene 
    chiamato Dioniso Night (®).
    SOCRATE: E tu invece, Critone, da ragazzo leggevi e studiavi tutto il giorno? Perché‚ questo è il vero problema: il confrontare le qualità e
    i difetti delle nuove generazioni con le qualità e i difetti che noi anziani avevamo alla 
    loro stessa età. Solo così potremmo capire se l'umanità è diretta verso il 
    Bene o verso il Male.
    CRITONE: Temo, o Socrate, che la risposta sarebbe ugualmente negativa. Anche noi, a vent'anni, trascorrevamo la notte per le strade, io ad accompagnare te nel demo Alopece e tu a riaccompagnare me al Ceramico, ma grazie agli Dei parlavamo tra noi, ed è stato appunto questo continuo parlare e questo discutere a formarci l'animo e la mente. Che cosa invece può imparare un giovane dei nostri tempi, se ogni sera si rintana in una buia e fumosa discoteca, dove al massimo potrà ordinare a gesti qualcosa da
    bere?
    SOCRATE: E perché‚ si rifiutano di parlare tra loro?
    CRITONE: Non potrebbero farlo nemmeno se lo volessero: il volume della musica è così alto che non consente loro alcun tipo di comunicazione.
    Se ben ti ricordi, anche noi da ragazzi eravamo soliti ballare il kordax e la sikinnis 
    al chiarore della luna, ma tra un pezzo e l'altro ci riposavamo e avevamo 
    modo di conoscerci. Oggi invece va di moda la disco music, una specie di 
    rumore non ispirato da alcuna Musa, che viene trasmessa di continuo e con la 
    quale tutti ballano da soli, assorti in chissà quali lugubri
    pensieri. Ecco perché‚ io parlo di figli degeneri, e quando dico degeneri non
    mi riferisco solo alla mia esperienza familiare, ma penso anche ai figli di
    Aristide, di Tucidide, di Cimone e di Pericle e li confronto con i loro
    padri.
    SOCRATE: Concedimi, o Critone, di dubitare di quanto vai dicendo. Anche
    Temistocle, e prima di lui Senofane, e prima di lui Esiodo, e prima di lui Omero, si lamentavano dei giovani. A sentire costoro, ogni generazione 
    sarebbe stata peggiore della precedente. Ora, se così fosse, i nostri figli sarebbero dei mostri più feroci delle Erinni e delle Moire messe insieme. Io temo invece che, ogni qual volta si torna con la mente ai tempi della 
    giovinezza, un demone bonario, nascosto nella nostra memoria, cancelli con un colpo di spugna il Brutto per lasciar filtrare solo il Bello e
    il Sublime. 
    Basterebbe infatti ricordarsi di Atreo che dette in pasto al fratello Tieste 
    i propri nipotini, di Eracle che uccise Telamone solo perché‚ lo aveva preceduto nell'entrare in Ilio e dei gemelli Preto e Acrisio che lottavano per interesse fin da quando erano in attesa di nascere nel grembo materno,  per non essere poi così sicuri della bellezza dei tempi
    andati.
    CRITONE: Sarà come tu dici, o Socrate, ma ascolta il consiglio di un amico che
    ti vuol bene: se di notte per avventura ti capiterà d'imbatterti in uno sconosciuto, tranquillizzati se si tratta di un uomo della nostra età e
    abbi paura invece se è un giovane ateniese.
    SOCRATE:: Caro Critone, ecco venire alla nostra volta Simmia il tebano, chiediamo a lui se anche in Beozia i giovani sono tutti
    gaudenti e fannulloni.
    CRITONE: Caro Simmia, siediti qui sull'erba e partecipa ai nostri discorsi. Io e Socrate stavamo parlando delle qualità delle nuove generazioni. Che tu 
    sappia, in Beozia sono migliori i giovani o i loro padri?
    SIMMIA: Non saprei come risponderti, mio buon Critone: gli uni e gli altri non godono della mia stima. A Tebe altro non vedo che uomini e donne seduti a guardare in silenzio la televisione. Siamo arrivati al punto che in tutta la 
    Grecia dire 'beoti' o dire 'telespettatori' è diventato in
    pratica la 
    medesima cosa.
    SOCRATE: Consolati, Simmia: anche ad Atene la maggior parte delle persone adulte si rinchiude in casa a guardare la televisione. Ti dirò di più: a volte gli ateniesi accendono la Tv anche quando non desiderano vederla.
    L'altra sera ero ospite di Callia e notai che durante la cena la televisione restava accesa benché‚ nessuno le prestasse attenzione.
    Tanto che chiesi al padrone di casa: 'Dimmi, mio gentile amico, è forse un lume codesta scatola che tu accendi ogni sera non appena metti
    piede in casa?'
    CRITONE: Io credo che tu, Socrate, parli con tanto astio della televisione perché‚ a causa di essa hai dovuto litigare con Santippe. Mi ha detto Crizia, il figlio di Callescro, che la scorsa settimana la povera donna stava seguendo una telenovela di Aristofane*, quando tu, in uno
    scatto d'ira, le hai fracassato il televisore lanciandogli contro un sasso. Il
    giorno dopo, nell'agorà, tutti dicevano che quel sasso tu avresti voluto
    lanciarlo direttamente sull'autore.
    SOCRATE: Le cose non sono andate in questo modo, o Critone. Santippe stava
    guardando un telefilm di Aristofane, quando si è aperta la porta ed è apparso 
    Callicle, quel sofista da strapazzo che una volta ebbi a umiliare in pieno Pritaneo. Callicle era alterato in volto, aveva il naso
    paonazzo e un sasso in mano: evidentemente doveva essere ubriaco. 'Cosa vuoi, Callicle, a
    quest'ora della notte?' gli ho chiesto, e lui: 'Voglio che tu mi dia ragione almeno una volta 
    nella vita: se non mi dici entro un secondo che ho ragione, ti spacco il televisore!'.
    Cosa potevo fare io, povero vecchio, contro un simile energumeno? Ho guardato l'apparecchio, ho visto che stavano
    trasmettendo la duecentoventiduesima telenovela di Aristofane e ho risposto:
    'Credo proprio che tu abbia torto, o Callicle' e lui ha lanciato il sasso.
    Poi, per  calmarlo, gli ho detto: 'Va' pure felice per la tua strada, che‚ questa sera, per la prima volta nella vita, forse hai avuto ragione'.
    CRITONE: Tu non hai gettato il sasso, o Socrate, ma è come se lo avessi fatto: ti sei servito della mano di Callicle per distruggere il televisore di Santippe. Prima, quando Simmia ci parlava dei Beoti che trascorrono tutto il loro tempo davanti alla Tv, ho intravisto nei tuoi occhi il
    desiderio di 
    lanciare milioni di sassi!
    Dimmi onestamente se ho colto il tuo pensiero.
    SOCRATE: Sei in errore, mio buon Critone: io non ho nulla contro la televisione, anzi, apprezzo il telegiornale e tutte le trasmissioni che mi 
    consentono di vedere il mondo senza costringermi a fare e disfare le valigie. 
    Sono contrario solo all'uso che tutte le reti, sia di stato che private, fanno del mezzo televisivo. Esse trasmettono in continuazione solo programmi futili e ripetitivi: quiz, serial e show. E come se, invitandomi a un simposio, tu mi offrissi da mangiare come primo un dolce, come secondo un dolce, come frutta un dolce e, infine, come dolce un dolce.
    CRITONE: Perché‚ non ne parli agli altri e non li convinci a mutare indirizzo,
    nei loro palinsesti?
    SOCRATE: Ho tentato di farlo ma è stata fatica inutile: uno degli arconti** voleva il predominio sulle reti di stato e l'altro proteggeva le trasmissioni 
    private. Il primo ha favorito il secondo con un decreto e ha ricevuto in cambio maggior potere nelle reti della polis, ma nessuno dei due ha tutelato 
    l'interesse degli ateniesi.
    SIMMIA: Come utilizzeresti tu, o Socrate, la televisione, se ne avessi il
    potere?
    SOCRATE: Come prima cosa eliminerei il monoscopio.
    SIMMIA: Il monoscopio?
    SOCRATE: Lo sostituirei con un programma educativo di
    bassissimo costo.
    SIMMIA: E quale?
    SOCRATE: Vedi, Simmia, noi qui ad Atene abbiamo un grande problema: il numero
    dei criminali aumenta ogni giorno a vista d'occhio e le nostre carceri non sono più sufficienti a contenerli tutti. Per fare entrare i nuovi malfattori 
    spesso si è costretti ad accordare la libertà provvisoria a quelli vecchi e ogni quattro o cinque anni viene concessa un'amnistia, il che
    non è di 
    esempio al popolo.
    SIMMIA: E questo, cosa ha a che vedere questo con la televisione?
    SOCRATE: Un momento ancora e lo saprai. Ascolta questa storia di Solone il Grande.
    SIMMIA: Ti ascolto, o Socrate.
    SOCRATE: Un giorno un ladro entrò in casa di un vecchio cieco e gli rubò tutto quello che aveva; qualcuno però lo vide uscire dalla casa dove aveva commesso il furto e il giorno dopo fu trascinato in catene davanti a Solone. Disse il 
    saggio al mariuolo: 'Chiudendoti in carcere ti farei un favore, perché‚ ti aiuterei a nascondere la vergogna. Io invece preferisco che tu venga esposto nella pubblica piazza: solo così potrai sapere che cosa gli altri pensano delle tue azioni' e lo fece appendere in una gabbia tra le colonne del tempio 
    di Zeus.
    SIMMIA: Non riesco ancora a vedere la conclusione del tuo ragionamento, o Socrate.
    SOCRATE: Sii più paziente, o Simmia, e capirai.
    Solone quel giorno aveva inventato la berlina, aveva cioè capito che l'esposizione in pubblico di un criminale poteva essere una pena più educativa di qualche anno di carcere. Oggi però, non esistendo un'agorà così vasta da poter contenere tutti i cittadini dello stato, io propongo di adottare in sua vece il video, ovvero la piazza televisiva, e di esporre la testa del reo al
    posto dell'inutile monoscopio.
    CRITONE: E pensi che i colpevoli si vergognerebbero?
    SOCRATE: Senz'altro, se il loro caso venisse spiegato nei minimi particolari.
    Vi faccio degli esempi: la Finanza fa un accertamento su Erissimaco il chirurgo e scopre che ha denunziato molto meno di quanto non abbia 
    guadagnato. Allora il giudice lo condanna a sette giorni di monoscopio e alla 
    seguente soprascritta: 'Questo è Erissimaco, figlio di Acumeno, evasore fiscale; come chirurgo è solito percepire due milioni di mine per una 
    semplice operazione di appendicite e nel contempo non dichiara
    mai più di un milione e mezzo di mine al mese'. Altro caso: due teppisti
    scippano una 
    vecchia signora e vengono arrestati. Il tribunale li condanna
    alla tele-esposizione per due mesi. Ogni sera gli spettatori, accendendo la Tv, vedrebbero uno dei due teppisti con la testa infilata in una
    gogna e sotto la scritta: 'Individuo particolarmente vigliacco: in compagnia di
    un compare picchiava una vecchietta di settant'anni e le sottraeva le duecentomila lire della pensione; il volto del complice verrà trasmesso questa sera alle 22.30 sulla Rete Uno'.
    CRITONE: E non hai paura, o Socrate, che qualche truffatore, pur di apparire in Tv, incrementi i suoi delitti?
    SOCRATE: Indubbiamente esiste questo rischio, tuttavia dobbiamo far ricorso ai
    residui di onestà che si annidano nell'animo degli uomini per migliorare il mondo.
    CRITONE: E non pensi che la televisione possa migliorare il mondo più di quanto tu non riesca a fare parlando con gli ateniesi, porta a
    porta?
    SOCRATE: Forse potrebbe farlo. Resta comunque il problema che la televisione
    non accetta domande, è come un uomo che parla in continuazione senza mai 
    prestare ascolto.
    CRITONE: Non è quello d'ascoltare il suo compito, bensì quello
    d'informare. Si presume che, a seguito delle notizie trasmesse, possa poi aver luogo una 
    discussione tra gli spettatori.
    SOCRATE: Mai vista una famiglia ateniese spegnere il televisore per dare inizio a un dibattito.
    No, mio buon amico, temo proprio che il nostro secolo sia condannato alla passività!
    Donne che trascorrono la vita in silenzio a guardare la televisione, uomini 
    che vanno a vedere la partita di calcio senza praticare uno sport, ragazzi e ragazze che ballano da soli senza mai sussurrarsi poetiche frasi all'orecchio!
    Dammi ascolto, o Critone, è la parola il vero dono di Dio, E' il dialogo l'unica alternativa che hanno i nemici per evitare la
    contesa. Beati 
    coloro che parlano, anche quando parlano troppo.
     
    *Drammaturgo greco contemporaneo di Socrate (V-IV secolo a.C.)
    **Alta carica ateniese nella magistratura ed in seguito nell'amministrazione
     
    Luciano De Crescenzo
    January 17

    Le anime in Italia

    Ancora di censura si parla.
    In Italia si crede che i cartoni animati siano destinati solo ed esclusivamente ai bambini. Niente di più falso.
    Come lo è stata la novella per Boccaccio, i cartoni rappresentano una forma flessibile alle regole ed ai contenuti. Può trattare temi alti e bassi.
    E' a bassa definizione il cartone animato.
    Tuttavia le esigenze di pubblico, giustamente, necessitano di modifiche alle opere. Si è sempre fatto così, o almeno da quando esiste il mercato di massa.
    Purtroppo i tagli in Italia non sono sapienti, ma sparpagliati a casaccio, degna opera di un chirurgo ubriaco.
    I dialoghi sono penosi, a volte distorcendo l'intero significato della vicenda. Sembra che siano dei borderline a parlare, non degli adulti. Tra le parole e frasi più ripetute cito:
    - "Speciale"
    - "Non ci posso credere" e la variante "Non è possibile"
    - "Ma come ha fatto?"
     
    A ciò dobbiamo grande merito a Finiwest (Mediaset), responsabile delle traduzioni.
    Il suo demerito è evidenziato dal migliore lavoro dei doppiatori di Shin Vision nell'anime HunterXHunter, che, a mio parere, è il migliore in TV al momento.

    January 16

    Un aquilone sopra Kabul

    "Il cacciatore di acquiloni"
    Tratto dal famoso bestseller dell'afgano americano Khaled Hosseini.
    Questo film verrà censurato in Afghanistan: riapre ferite cauterizzate male fra le etnie esistenti (pashtun e hazara), e uno stupro ai danni del piccolo Hassan, il coprotagonista ad opera di teppisti talebani.
    Il film non verrà riprodotto nelle sale del paese per motivi più che plausibili.
    Innanzi tutto è certamente scontato che parecchi cinema salterebbero in aria con tutti gli spettatori a opera dei talebani.
    Poi il film urta notevolmente il sentimento nazionale. Esempio: Opzione scartata in caso di uscita del film era l'espatrio degli attori; così da evitare il rischio di linciaggio.
    Clamoroso, ma è così.
    Ma le proccupazioni non vanno tanto alla popolazione manovrata, quanto ai talebani.
    C'è il film comunica veramente qualcosa a riguardo cioè l'ipocrisia di un regime.
    L'immagine dello spietato militare talebano non urta la loro dottrina, anzi. L'idea di inflessibilità è simbolo di profonda dedizione e fede, per loro.
    Ma lo stupro no.
    Quella scena racchiude le vaneità, le idee vuote dell'integralismo, che dovrebbero rimpugnarsi di quel gesto, intollerato dagli arabi ancor più che in Occidente.
    Davvero, non si può correre il rischio, anche se ne varrebbe la pena.
    January 15

    Ascolta il tuo cuore!

    Accade quando decido di ascoltare il cuore

    Quasi sempre mi risponde così: "E' un bene che io non posso pensare!";
    altre volte mi supplica: "Non vedi che sono troppo impegnato nel trasporto dei nutrimenti. Rivolgiti al tatto e alle buone maniere".
    Quando è arrabbiato: "Mi esasperi al punto che per rappresaglia ti spaccherei i coglioni".
    In un occasione mi disse anche: "Certe volte è davvero uno spreco pomparti sangue nel cervello".
    January 14

    Pena di morte (Press enter and write "wimpywimpywimpy")

      

    "Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra, io non augurerei a nessuna di queste ciò che io ho dovuto soffrire per cose di cui io non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui io sono colpevole. Io sto soffrendo perché io sono un radicale, e davvero io sono un radicale; io ho sofferto perché ero un italiano, e davvero io sono un italiano."

    Bartolomeo Vanzetti (1888 - 1927) Al giudice dopo la condanna alla pena capitale

    January 07

    Le risposte difficili

    Le risposte sono difficili da dare a seconda delle condizioni.
    A volte sussiste uno scrupolo a mentire, o a non rispondere, e lo si può sciogliere valutando una circostanza.
    Le circostanze sono disparate, le valutazioni anche, ma perdipiù personali.
    Per questo motivo si può negare la verità sulla salute di un malato, oppure su una frode che si speri passi inosservata.
     
    Ma le risposte più difficili riguardano le risposte ovvie.
    Per esempio: "E' giusto gasare i curdi?" "No!"
    Il No è scontato ed anche l'indignazione.
    Però No non è una risposta. Al dittatore Saddam che gli avresti detto? Solo che non è giusto?
    Perdinci, lui aveva sicuramente i suoi motivi, più plausibili di un No.
    Il vecchio dittatore agiva secondo una morale finalistica; in parole spicciole "il fine giustifica i mezzi".
    Disumana ma ammissibile, sopratutto per le questioni di potere.
     
    E noi? Sappiamo noi motivare le nostre scelte, i nostri giudizi?
    E' difficile...
     
    January 05

    O sei scemo o mi sbaglio

    "O sei scemo o mi sbaglio... Sei scemo"
    Una fantastica battuta, basata sopratutto sulla disinibizione.
    La disibinizione diverte fin da piccoli, con un picco intorno all'età dell'asilo, quando basta dire "cacca" per mettersi a ridere. Ecco, questo potrebbe spiegare l'etimologia di "figura di merda".
    Infatti, dopo la fortunata età infantile inizia il declino della dibinizione, ma essa non perde più di tanto il suo potere.
    Basta andare, non necessariamente, in impaccio in una situazione formale o super-formale, ed utilizzare con termini non appropriati o sgradevoli. Talvolta si inorridisce, talvolta si ride.
    La battuta in testa è fioccata in una situazione amichevole di serietà. Niente di male.
    Voglio però mettere in guardia dall'utilizzo che si può fare di questa frase.
    Non è un motto arguto. Non serve per cavarsi d'impiccio da un discorso (in realtà nemmeno il motto arguto è da usare in un discorso; altrimenti non sussisterebbe il discorso).
    Serve solo come motto scherzoso e l'etichetta lo dice.

    Vedi Napoli e poi muori (dal fetore)

    Dieci anni fa, nel '97, ci fu un'emergenza simile a quella che sta vivendo Napoli da 14 anni, a Milano però.
    Una discarica nei pressi della città era stracolma, con montagnette alte da raggiungere il secondo piano di un edificio. Ci fu un problema di deposito dei rifiuti urbani.
    L'attuale sindaco decise pertanto di cacciare l'assessore addetto al problema, che non riusciva a risolvere la situaione in meglio, e ne assunse un altro più competente, oggi presidente dell'ANPA (agenzia nazionale protezione ambiente), se ho capito bene.
    Il nuovo assesore introdusse la raccolta differenziata. L'iniziativa ebbe successo al punto che nel giro di un anno il 27% dei rifiuti veniva prelevato in questo modo.
     
    Ora, Napoli e dintorni non applicano questo sistema.
    La monnezza viene raccolta e depositata, senza che vi sia modo di dividerla e destinarne parte al riciclaggio.
    Mi spiego meglio: si dovrebbe selezionare il pattume lordo e gettare la spazzatura netta; senza carta, umido, vetro, alluminio, plastica.
    E' ben poca cosa la spazzatura netta; fa quasi venir voglia di ridere vedere questi piccoli sacchetti che tentano di rendere impraticabili le vie di una metropoli.
    Già, gli vien da ridere al resto del mondo, che guarda.
    January 03

    Il mondo prima

    Mi rendo conto che hai cambiato quello che per me era significativo.
    Non riesco con la stessa gioia. Non riesco con lo stesso entusiasmo.
    Se potessi non vorrei mai tornare, perché saper accettare è uno dei miei punti di forza, ne sono sicuro, specie in un mondo intrasigente causa insicuro (questa espressione non mi appartiene, ma tant'è...).
    Perciò io lo preferisco, il mondo prima che arrivassi te.

    4 giorni per 60 pezzi

    4 giorni memorabili.
    Devo dire che mi sono serviti molto, e che li mettero da parte dove so io.
    Mi sento in dovere di ringraziare tutti. Specie quelli organizzati a maglie, come me, se ce ne sono.