Edoardo's profileEccentrica GallumbitsPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    January 31

    Il congiuntivo

    Il congiuntivo è morto. E anche se non lo fosse, sicuramente lo sarebbe nella prima serata. L'inesorabile declino di questo tempo verbale è inesorabile, da molto tempo a questa parte. "Non so quanti chili di arance hanno (abbiano, se corretto) comprato" è accettabile, perché nel costume non è più fondamentale il congiuntivo nelle interrogative indirette. "Credevo che me lo compravi" è comune, ed è evidente come una nota stonata: se l'indicativo è il modo dell'obiettività, della realtà e della certezza; il congiuntivo è quello della soggettività e tratteggia i fatti non per come essi siano, ma per come li sentiamo e li desideriamo, li auguriamo e li speriamo. Con un verbo come il Credere di prima si fa in fretta a capire come questi errori, forse, non siano solo un errore voluto dalla nostra incurante insofferenza per la grammatica e le regole in generale. Si può dire che si tratti di una supposta arroganza di affibbiare le nostre angosce, i nostri dubbi, le congetture e le incertezze per verità assolute, autoevidenti dietro la parola.
    Non possiamo più tollerare che le parole restino un simulacro personalissimo della nostra interiorità, abbiamo bisogno qualcosa per annacquare le nostre credenze con una parvenza che possa sembrare desiderabile e concreta per tutti. Per questo il congiuntivo è stato sacrificato, per aver svolto il suo ingrato compito: esprimere le più cartilagilinee volontà se non per la loro vera fumosa forma. Il suo funerale politico.

    January 27

    La vera storia del mondo (redux)

    Fu l'uomo.
    I flagelli fisici e le calamità naturali hanno reso necessaria la società.
    La società ha rincarato la dose dei malanni della natura.
    Gli inconvenienti della società hanno prodotto il bisogno del governo, ed il governo - a sua volta - accresce i malanni sociali.
    Questa è la vera storia dell'umanità.
    Nicolas de Chamfort

    26 gennaio 2009

    26/1/2009
    Quando è chiamato ad esprimersi, il Presidente del Consiglio non può non darci una dimostrazione delle sue doti di abile gaffeur, questa volta con argomento le aggressioni alle - belle (sic) - donne. Che sia gracile umorismo poco incline all'etichetta, non dovrebbe porsi obiezione se - come dichiara il Cavaliere - gli impedisse di dire quello che pensa. Sacrosanto diritto; ma ne approfittiamo per rilanciare, consigliandolo caldamente, di pensare di più a quello che dice.
    January 21

    International Philosophers' Cup

     
    January 17

    Love Story

    "Ti amo" disse lui.
    "Ti amo" disse lei.
    E risero insieme.
    "Ti odio" disse poi lei un giorno.
    "Ti odio" disse lui, e piansero. Ma non insieme.
    La prima volta che l'aveva visto stavano giocando a tennis, l'ultima volta che la vide stavano giocando a tennis.
    "Che cosa è successo a quell'amore che avevamo detto non sarebbe mai morto?"
    "E' morto"
    "La nostra storia è stata un set d'amore, ma abbiamo commesso doppio fallo"

    Love story integrale di Eric Snoopal

    January 16

    14 gennaio 2008

    14/10/2008
    Per riparare un lavandino difettoso abbiamo nutrite alternative: potremmo chiamare un idraulico. Oppure, dopo l'acquisto dei necessari attrezzi, cacciaviti, brugole, chiave inglesi e ad anello; e - dopo aver impiegato tutta la buona volontà del nostro fai-da-te - chiameremmo finalmente il tecnico. Sostituendo i giusti termini a quelli appropriati - menagè/italianità, utensili/cordata, lavello/Alitalia -, la morale della storiella splenderà nella sua chiarezza: quando il rubinetto perde, Berlusconi vince. Ma non da solo. I francesi sono facili al sarcasmo, ma i ringraziamenti sono proprio dovuti.
    January 12

    Amor scortese

    Vorrebbe trattarsi di un omaggio generale alla letteratura rosa. Purtroppo non è possibile. La mia conoscenza delle atmosfere di passione e inchiostro s'interruppe e rimase a Fausto e Anna di Cassola. Ma ciò non significa che non abbia letto altri libri del genere, ho solo avuto sfortuna. Infatti voglia che incappassi in inciampi fallici piuttosto che palpiti amorosi; il tutto condito da uno stile discutibilmente animalesco, accentuazione radicale dell'amor romantico.
    Perciò imparai a usare due formule. Funzionano come mantra e sono un grado di smascherare i bluff editoriali, poiché - in estrema sintesi - hanno più senso poche parole d'interi volumi:
    Se io ti amassi
    e tu mi amassi
    oh, come ci ameremmo.
    Paul Geraldy - un classico che, se si fosse avveduto del successo di Moccia, avrebbe provveduto invece a scrivere romanzi a profusione;
    e senza lieto fine:
    - Credevo che tu mi amassi, ma non hai mai amato.
    - Non posso amarti più. Se tu mi amassi veramente, avresti saputo che io ti amavo prima ancora che tu cominciassi ad amarmi.
    Questo, se non voleste procedere secondo i tempi tartarugheschi dei protagonisti, impieganti decine di numeri per scoprire l'estasi o rimediare capricciose delusioni. Se così non fosse, si aprono altre possibilità: magari il romanzo sarà ottimo. Oppure state cercando qualcosa di diverso. Non ultima ipotesi, può darsi che - sotto, sotto - Madame Bovary siete voi. Ma finché sono libri siete salvi.


    January 10

    L'Uomo medio

    "Spero di andare oltre e consentire ai 'Joe normali' di raccontare la loro storia, quello che pensano e come si sentono" - Joe

    Un ruolo sempre meno rilegato in secondo piano; l'Uomo medio riacquista nuova importanza. Questa "nuova" importanza, in realtà, è sempre stata sulla stessa scia del secolo appena lasciato: il concetto mitico di Uomo medio è accarezzato dall'infinita necessità di giustificare qualcosa con il consenso. E così, il tramonto del rissoso proletariato e dell'eterogeneo popolo ha insediato l'uomo comune come nuova voce grossa dei poteri grossi; quei poteri che non potrebbe esistere se non sotto forma di interprete e - forse - interlocutore di tutte richieste, di ascolto, di bisogno, di attenzione, di cui un'entità collettiva chiede senza sosta soddisfazione.
    E il ruolo dell'Uomo medio è tutto qui; o perlomeno, non lo sarebbe se questa sua proprietà di beneplacito non velasse le inevitabili sfacettature. Ma questa capacità di alludere a un conformismo fittizio è più spesso traguardo di qualche occorrenza di massa: così Joe l'idraulico diventa Joe il cronista (o Joe l'esquimese di Snoopy). Chi meglio di lui potrebbe esprimere il punto di vista dell'Uomo medio nell'orrore della guerra; sia esso il ripudio corale, la cinica indifferenza o la doverosa strage? Così l'Uomo medio - come generalizzazione artificiale, come nume fittizio - ripercorre la teatralità greca rabbuiandosi, contorcendosi, sbuffando, piegando il volto in espressioni ilari o atterrite; e con la solennità del fato estrae dal catalogo multiforma della realtà tutto quello che gli pare giusto.

    E per questo motivo che mi approprierò dell'Uomo comune come riparo, per un consueto rosario di opinioni e buone intenzioni - spesso deliranti -, con lo stesso valore esteso.
    Politica: "Li voterò sempre! Ma me la pagheranno, eccome se me la pagheranno..."
    Vita coniugale: "L'importante è l'ascolto e fondamentale è non ascoltare"
    Guerra: "Non esiste, è un invenzione dei guerriglieri"
    Musica: "Oasis e Finley!"
    Tv: "Zelig e Prova del cuoco!"


    January 06

    La befana e il pacco

    E' possibile che di ritorno dalle feste - trascorse in vallete innevate o in spiagge di paralleli esotici - qualcuno si possa sentire "vuoto". Questo vuoto corrisponte, a volte, allo smarcamento, nel periodo del sacrosanto riposo, fra noi e il rumore quotidiano. Il rumore è rifusa di cialtronerie; tra esso è vi è un dito di "segnale", il significato giustificante tale baccano e la pesante diluizione in baggianate. Perciò il rumore non sa di niente, ma è così ciclopico che se ne resta assuefatti e non se ne può fare a meno.
    Pertanto, a chiudere il giro delle festività, è stata chiamata la befana; col compito di elargire a destra e a manca i suoi doni e una dose di retorica, per riabituarci all'ascolto. Tale befana non è stata trovata. A sostituirla, questo tribuno - un goliardico fascista (goliardito) - ci ri-avvezerà alla dose, con la melensaggine e il sentimentalismo che lo contraddistingue.
    Buon ascolto.

       
    January 04

    Ultime parole famose

    Con i sottomarini non vi saranno più battaglie navali e le navi da guerra non saranno più necessarie, e poiché si continuano a inventare strumenti di guerra sempre più perfezionati e micidiali la guerra stessa diventerà impossibile.
    Jules Verne