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February 27 Cinque campane C'era una volta una locanda chiamata "Stella d'argento". L'oste non riusciva a sbancare il lunario anche se faceva del suo meglio per atirare i clienti rendendo il servizio cordiale, il locale confortevole e i prezzi ragionevoli. Quindi, disperato si rivolse a un esperto di marketing; dopo aver ascoltato l'oste gli ordinò: "La soluzione è semplice: devi cambiare nome alla locanda". "Cosa?! "Stella d'argento" è il nome della locanda da generazioni; è così che la conoscono in paese". "No", ribadì il giovanotto "d'ora in avanti sarà nominata Cinque campane e farai appendere sei campane all'ingresso". "E a che servirebbero?" "Aspetta e vedrai", concluse dopo essere stato pagato. Tutti coloro che passarono davanti alla locanda e successivamente entravano a far notare l'errore, una volta dentro, erano colpiti dalla qualità e dall'atmosfera allegra. Si fermarono a ristorarsi e in seguito sparsero voce. Così l'oste ottenne gli agognati guadagni che anelava da tempo. Reminiscenza Questo non è un'indovinello, anche se vorrebbe esserlo. E' un esercizio di stupefacente creatività senza nulla creare e tutto consolidare. Potrebbe essere un quiz perché la richiesta è quella di trovare il corrispondente autore della massima. Ma vi chiedo di non usare la memoria come la si intende, ovvero come semplice rievocazione di un ricordo cristallizzato; piuttosto per come si usa nei cruciverba: cioé la scelta, per coerenza e per affinità che potrebbe avere una parola o l'autore con una didascalia, che porta a formulare risultati che non sono corretti, ma potrebbero esserlo. Del resto, buona parte della biografia spicciola giunta sino a noi è così: "Elementare, Watson", Sherlock avrebbe potuto dirlo se fosse stato più arrogante e Galileo avrebbe obiettato il celebre "Eppur si muove" se avesse avuto più coraggio. Dunque, per carattere, personalità e indole, chi è l'autore della seguente massima? Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti. February 22 Jettatura della MaledizioneAccettando la Sfida di Mauro, parlando di successi musicali relativi - nel mio caso - al 2006/2007, sarei tentato a rintracciare le canzoni in concorso al Sanremo degli anni in questione. Sarebbe come perpetuare la Maledizione! L'esorcismo si applica con la liturgia del talento, della bravura o - almeno - dell'emozione della vibrazione sonora che giunge sino a quell'orecchio unico dentro il petto... Ecco le canzoni dei miei 18: La mia parte intollerante - CapaRezza Pensa - Fabrizio Moro Cade la pioggia - Negramaro Buonanotte all'Italia - Ligabue L'uomo Vivo (inno alla Gioia) - Vinicio Capossela Il mondo prima - Tre allegri ragazzi morti Ti regalerò una rosa - Simone Cristicchi La situazione non è buona - Adriano Celentano Sei nell'Anima - Gianna Nannini La pirateria è un reato? - Banda Osiris Può non essere così significativo a quest'età. Quando sarà tarda forse, ricorderemo gesti, atti e note nel nome del miglior memorialismo: quali ritmi ricorderemo con immagini di artisti esaltati sul palco, vorticando il microfono su di sè, facendoci perdere la testa e sognare ad occhi aperti... E, a ragione, questo conta: sono i nostri 18! Per ora, è ancora troppo presto. Rilancio l'anatema ad altri. February 20 19 febbraio 2009 19/2/2009 Data la rapidità del premier di rifornirci di inutili trovate di dubbio gusto, ci sarebbe da temere parecchio per la salute dei boschi. Questa volta il suo implacato umorismo si abbatte sui desaparecidos argentini, gli scomparsi, durante una digressione in cui enumerava i paragoni retorici a orchi e dittatori riservatigli dalla Sinistra. Certo, Berlusconi non è Hitler, e neppure Mussolini. Eppure, le piccolezze di queste continue gaffe sono l'esaltazione di una - probabilmente sua - onnipotente e indifferente volontà, sciolta da ogni condizionamento storico e morale: nei regimi totalitari, era la volontà del Capo. February 17 17 febbraio 2009 17/2/2009 Walter Veltroni si dimette da Segretario nazionale del Partito Democratico. Ad accompagnarle, queste parole: "Basta farsi del male, mi dimetto per salvare il progetto al quale ho sempre creduto". Elegante politichese. Traduciamo con una frase da innamorati: "Ho il terrore di essermi innamorato del progetto, ma siccome non voglio fargli del male facendolo soffrire, lo lascio perché lo amo troppo". February 16 La mano temporale e quella spirituale16 febbraio 2009 16/2/2009 E' in corso un'intensa lavoro circa l'approvazione di un decreto d'urgenza sui casi di stupro, numerosi e diligentemente riportati dalle agenzie di stampa. Molto di quanto vi è contenuto è degno della diritto più fosco, contraria all'indagato, ma anche alla giustizia in sè (cadono, ad esempio, alcune garanzie ottenibili con la denuncia dei complici). In compendio, se il ferro verrà battuto bene, si tratterà di una riforma molto valida sotto il profilo propagandistico, un deterrente - forse - e una bassezza. A nostro avviso, le donne dovrebbero auspicare a riforme degne, come una che - nel 1970 - fu per loro un valido strumento di difesa dalla violenza maschile e una potente quanto temibile e arbitraria arma: il divorzio. February 13 Privacy La gente ha diritto di sapere se il cassiere della Banca frodi i soldi dei clienti; e se con questi sia scappato in Australia, si sia sposato con una Polacca conosciuta in Turchia e vada a vivere in un bungalow su una spiaggia tropicale. La gente può esigere di sapere se i politici che vota sono quelle canaglie come il luogo comune lascia supporre che siano. La gente merita di sapere se un assessore comunale si compri un lussuoso villino coi soldi delle tasse. La gente ha diritto di scodellarsi vizi e vizietti di tutti gli esibizionisti che ne vogliano raccontare. La gente non ha il permesso di sapere quale sia ragazzo di cui mia sorella ha una cotta e dove mio fratello riponga i suoi fumetti. La gente non ha il diritto di sapere dove vado a comprare il giornale. La gente non deve permettersi di spiare dal buco della serratura quali siano le mie emozioni nascoste, i miei palpiti, le paure... La gente ci chiede di fare lo spogliarello della nostra anima, in pubblico, perché è pornografia dei sentimenti quello che ci chiede: fronzoli a cui solo una fervida immaginazione erotica possa dare importanza; semplici monili di cui mai intenderanno la ricchezza affettiva e passionale che li pervade. Salvo ferree ragioni. La vita privata non è diritto di cronaca. Non insistete! February 08 8 febbraio 2009 8/2/2009 E' ancora polemica sul caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma da ormai 17 anni, e ancor di più è fermore legislativo sul preannunciato ddl contro la cessazione all'alimentazione e all'idratazione protocollare dei pazienti. Iniziativa improvvisa e inaspettata, per ragioni umanitarie e nobili; o vogliamo forse negare il vero motivo per cui Eluana Englaro è ancora viva? Invitiamo a rispettare la scelta di altre persone - e hanno sofferto per questa - su cui abbiamo intenzionalmente e coscientemente conciato, ma che non abbiamo il diritto di deridere con la nostra ipocrisia. February 03 2 febbraio 2009 2/2/2009 La notte di Sabato, un capannello di giovani ragazzi diedero fuoco ad un barbone indiano. Motivo: noia. Si compie un contrappasso: da anni, in India, i senzatetto bruciano lo sterco di vacca per scaldarsi. February 01 Se fossi DioIo, se fossi Dio - e io potrei anche esserlo -, sennò non vedo chi... Io, se fossi Dio, non mi farei fregare dai modi furbetti della gente, non sarei mica un dilettante, sarei sempre presente. Sarei davvero in ogni luogo a spiare, o meglio ancora, a criticare appunto cosa fa la gente. Per esempio il piccolo borghese: com’è noioso! Non commette mai peccati grossi; non è mai intensamente peccaminoso. Del resto, poverino, è troppo misero e meschino; e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda, lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda. Per questo, io se fossi Dio, preferirei il secolo passato; se fossi Dio rimpiangerei il furore antico dove si odiava, e poi si amava, e si ammazzava il nemico. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli, sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io, se fossi Dio, non sarei così coglione a credere solo ai palpiti del cuore o solo agli alambicchi della ragione. Io, se fossi Dio, sarei sicuramente molto intero e molto distaccato come dovreste essere voi. Io, se fossi Dio, non sarei mica stato a risparmiare, avrei fatto un uomo migliore. Sì, vabbe’, lo ammetto, non mi è venuto tanto bene; ed è per questo - per predicare il giusto - che io ogni tanto mando giù qualcuno, ma poi alla gente piace interpretare e fa ancora più casino. Io, se fossi Dio, non avrei fatto gli errori di mio figlio e sull’amore e sulla carità mi sarei spiegato un po’ meglio. Infatti non è mica normale che un comune mortale, per le cazzate tipo compassione e fame in India, c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna; che viene da dire: "Ma dopo come fa a essere così carogna?" Io, se fossi Dio, non sarei ridotto come voi e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante. Purtroppo l’occasione di morire simpaticamente non capita sempre; e anche l’avventuriero più spinto muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto. Io, se fossi Dio, farei quello che voglio, non sarei certo permissivo: bastonerei mio figlio, sarei severo e giusto, stramaledirei gli inglesi - come mi fu chiesto -, e - se potessi -anche gli africanisti e l’Asia e poi gli americani e i russi. Bastonerei la militanza come la misticanza e prenderei a schiaffi i volteriani, i ladri gli stupidi e i bigotti. Perché Dio è violento! E gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli, sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Finora abbiamo scherzato. Ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto e con la scusa di Dio tira fuori tutto quello che gli sembra giusto. E a te ragazza che mi dici che non è vero, che il piccolo borghese è solo un po’ coglione, che quell’uomo è proprio un delinquente, un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia e che ha tentato pure di violentare sua figlia! Io - come Dio inventato, come Dio fittizio - prendo coraggio e sparo il mio giudizio e dico: "Speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo, cara figlia!" Così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia. Io, se fossi Dio, maledirei davvero i giornalisti; e specialmente tutti, che certamente non sono brave persone e dove cogli, cogli sempre bene. Compagni giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete. Avete ancora la libertà di pensare, ma quello non lo fate e in cambio pretendete la libertà di scrivere. E di fotografare. Immagini geniali e interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti. E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento. Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti, e si direbbe proprio compiaciuti! Voi vi buttate sul disastro umano col gusto della lacrima... In primo piano! Sì, vabbe’, lo ammetto; la scomparsa dei fogli e della stampa sarebbe forse una follia. Ma io se fossi Dio, di fronte a tanta deficienza, non avrei certo la superstizione della democrazia. Ma io non sono ancora del regno dei cieli, sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io, se fossi Dio, naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente: nel regno dei cieli non vorrei ministri, né gente di partito tra le palle. Perché la politica è schifosa e fa male alla pelle. E tutti quelli che fanno questo gioco, che poi è un gioco di forza ributtante e contagioso come la lebbra e il tifo... E tutti quelli che fanno questo gioco c’hanno certe facce che a vederle fanno schifo, che sian untuosi democristiani o grigi compagni del PCI. Son nati proprio brutti, o perlomeno tutti finiscono così. Io, se fossi Dio, dall’alto del mio trono vedrei che la politica è un mestiere come un altro. E vorrei dire - mi pare Platone - che il politico è sempre meno filosofo e sempre più coglione. È un uomo a tutto tondo che - senza mai guardarci dentro - scivola sul mondo, che scivola sulle parole anche quando non sembra o non lo vuole. Compagno radicale... La parola compagno non so chi te l’ha data, ma in fondo ti sta bene, tanto ormai è squalificata: Compagno radicale... Cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino, ti muovi proprio bene in questo gran casino. E mentre da una parte si spara un po’ a casaccio, dall’altra si riempiono le galere di gente che non c’entra un cazzo. Compagno radicale, tu occupati pure di diritti civili e di idiozia che fa democrazia; e preparaci pure un altro referendum, questa volta per sapere dov’è che i cani devono pisciare. Compagni socialisti... Ma sì, anche voi insinuanti, astuti e tondi! Compagni socialisti... Con le vostre spensierate alleanze di destra, di sinistra, di centro. Coi vostri uomini aggiornati, nuovi di fuori e vecchi di dentro. Compagni socialisti, fatevi avanti, che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti. Fatevi avanti col mito del progresso e con la vostra schifosa ambiguità. Ringraziate la dilagante imbecillità. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli, sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io, se fossi Dio, non avrei proprio più pazienza! Inventerei di nuovo una morale e farei suonare le trombe per il Giudizio universale!!! Voi mi direte: "Perché è così parziale il mio personalissimo Giudizio universale? Perché non suonano le mie trombe per gli attentati, i rapimenti, i giovani drogati e per le bombe?" Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia. Io, come Dio, non è che non ne ho voglia. Io, come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili o addirittura, come dice chi ha paura, gli Innominabili. Ma come uomo, come sono e fui, ho parlato di noi, comuni mortali; quegli altri non li capisco, mi spavento, non mi sembrano uguali. Di loro posso dire solamente che dalle masse sono riusciti ad ottenere lo stupido pietismo per il carabiniere Di loro posso dire solamente che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente. Io, come uomo, posso dire solo ciò che sento, cioè solo l’immagine del grande smarrimento. Però, se fossi Dio, sarei anche invulnerabile e perfetto. Allora non avrei paura affatto! Così potrei gridare, e griderei senza ritegno, che è una porcheria che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia! Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili: di noi posso parlare perché so chi siamo, e forse facciamo più schifo che spavento. Di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento. Ma io, se fossi Dio, non mi farei fregare da questo sgomento e nei confronti dei politicanti sarei severo come all’inizio. Perché a Dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiar giudizio. E se al mio Dio che ancora si accalora gli fa rabbia chi spara, gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque se gli ha sparato un brigatista diventa l’unico statista. Io, se fossi Dio, quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana! Io, se fossi Dio, un Dio incosciente, enormemente saggio; c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era! Ma in fondo tutto questo è stupido. Perché - logicamente - io, se fossi Dio, la Terra la vedrei piuttosto da lontano e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano. Io, se fossi Dio, non mi interesserei di odio e di vendetta e neanche di perdono: perché la lontananza è l’unica vendetta, è l’unico perdono. E allora, va a finire che, se fossi Dio, io mi ritirerei in campagna come ho fatto io. Giorgio Gaber |
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