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    March 29

    Se io fossi non ne potrei più

    All'ennesima dimostrazione di questo test - esercizio personale inutile e noioso - su blosphere, mi ci sono messo d'impegno anch'io.
    Penso sia un'ottima lettera di presentazione per la mia sistemazione in manicomio; oppure la scaletta per il martedì di Blob.
    Segue:
     
    Mondo animale e inanimato
    Se io fossi una vitello mi proporrei per la monta;
    se fossi una iena riderei del mio destino.
    Se io fossi un fascio d'erba darei via il fascio e mi terrei l'erba;
    se fossi un parchimetro tromberei con la macchinetta dell'Ecopass.
    Se io fossi un randagio inciderei un disco dance coi rumori del pneumatico;
    se fossi un pavone farei le capriole ma non le ruote.
     
    Stato
    Se io fossi spacciato opterei per una fine veloce;
    se fossi vivo darei un senso alla morte.
    Se io fossi spaventato sarà meglio per voi che non sia stato uno scherzo;
    se fossi malato verreste ad infierire e rimarreste contagiati.
    Se io fossi contento mi passebbe non oggi, non domani, ma dopodomani sicuramente;
    se fossi perduto userei la cartina per farmi una canna.
     
    Stato in luogo
    Se io fossi qui non sarei Qua e nemmeno Quo;
    se fossi in Tibet ci resterei sette anni.
    Se io fossi lontano dovreste gridare per farvi sentire;
    se fossi vicino vi accorgereste che non vi stavo ascoltando.
    Se io fossi sulla luna correggerei il fuso sull'una;
    se fossi sul sole non capirei che ore siano.
     
    Professione
    Se io fossi un portiere darei la cera la mattina presto per riprendere i condomini volanti su Youtube;
    se fossi un portiere pareri i rigori con le finte.
    Se io fossi un portiere metterei gli escrementi del cortile in un secchio su una porta socchiusa;
    se fossi un portiere parerei i tiri nello specchio con ottimi riflessi.
    Se io fossi un imprenditore venderei vento per i mulini a vento;
    se fossi un indossatrice starei attenta al vento.
     
    Personaggi veri, fittizzi o inventati
    Se io fossi Pinocchio avrei tanto naso e poco fiuto;
    se fossi Berlusconi avrei fiuto ma gambe corte.
    Se io fossi il Diavolo venderei l'anima a Chuck Norris;
    se fossi Chuck Norris svenderei l'anima del Diavolo per alto contenuto di diossina.
    Se io fossi Casini inaugurerei un bordello a gestione familiare;
    se fossi l'Italiano delle barzellette non potrei fare il profeta in patria.
     
    March 27

    L'incoscienza di Xeno

    Capita che oggi debba andare in banca. Dovevo prelevare duecento euro al bancomat.
    Sono sempre nervoso e suscettibile quando porto denaro contante in quantità con me, così mi irrigidii non poco - pronto a darmela a gambe - quando proprio fuori dalla banca girarono l'angolo tre tipi: poco raccomandabili e non italiani.
    Non è accaduto niente.
    Ma, quando questi sono passati oltre mentre ancora li tenevo sott'occhio, seguo il loro sguardo che si posa su un ciclomotore lì vicino. In questa sequenza: motorino - ruota - catenaccio - esitazione - propri passi; il tutto in perfetta, direi meccanica, sintonia. Evidenti corrotti.
    Ad ammonire non bastano gli sguardi severi delle icone appiccicate al muro del senatùr.
    Io sollevato, ilare e amareggiato: 'Ma come?' pensai 'E' proprio come dice lui'.
    "Visto!" mi fa il manifesto più vicino "Li dobbiamo fermare! Gli dobbiamo mettere paura, una paura tale che essi non tornerranno mai più!
    "Dobbiamo chiudere le moschee, con loro dentro possibilmente! Dobbiamo arrivare a Roma, prendere la poltrona e rompergliela sulle loro teste di cazzo!
    "Si sono presi i nostri posti di lavoro, le nostre terre, presto vorranno anche le nostre donne. Ci troveranno! Ci ucciderano!
    "Loro non si possono uccidere, sono come i cinesi. Dobbiamo ricorrere a ripari estremi, dobbiamo piazzare mine sulle nostre coste, bunker, cannoni puntati sull'azimut, ad est! Dobbiamo..." 
    Uno schizofrenico mi offre la sua pastiglia che accetto molto volentieri. I manifesti ammutolisconi di colpo.
    Alla svelta, mi avvio alla poste, per evitare le code del pomeriggio.

    I Want You (for Padania's Army)

    March 26

    Oroscopo del mese: Aprile

    ARIETE (21 marzo – 20 aprile)

    Com’è come non è, il transito di Pesci in Acquario vi porterà del mangime. Fatene un po’ quello che volete, ché noi ci siamo un po’ stufati di questo mangime (comincia a starci un po’ sui Gemelli).

    Viaggi:

    dove andranno quest’anno gli Arieti? A Rieti.

    Scuola:

    i nati di Aprile (con la scusa che sono più giovani) si rivolgano ai nati di Marzo, più anziani e con più esperienza, per copiare i compiti in classe.

    Fumetti:

    mamma e papà vi regaleranno la serie completa del vostro fumetto preferito e vi permetteranno di scegliere un giorno della settimana in cui non andare a scuola. Poi vi sveglierete.

    Salute:

    smettetela di abbuffarvi di tartine spalmate di dentifricio. Vi dà un alito freschissimo, ma poi vi devono ricoverare. E attenzione ai microgranuli!

    (grazie ad Elio per l'oroscopo)

    March 25

    Cordoglio

    Il ministero della salute è spiacente d'informarla che i suoi figlioli sono morti perché stupidi.
    type
           type
                   type 
    March 20

    A.A.A. Annuncio

    Signore molto laido (alito pesante, denti cariati, vistosi peli superflui, ascelle maleodoranti, forfora di tre specie, petecchie e piedi marci) sposerebbe fanciulla bellissima per avere figli normali.

    Generazione X

    Le generazioni non si susseguono, coincidono. La prima e le seconde.
    L'ultima pecca e la prima dà picche. La prima illude le seconde con giochi di prestigio: danno con una mano ciò che tolgono con l'altra. Le seconde ci cascano, convinte che i loro grattacapi siano frutti delle loro scelte private e non dalle scelte pubbliche dalle quali sono escluse.
    Entrambe non conoscono il sostantivo 'domani'.

    March 17

    A gh'è chi g'à (to each his own)

    A gh'è chi g'à la pela negra
    E cun cla pela dev camper
    A gh'è chi g'à la pela bianca
    E per scurirla al va zò al mer
     

    Consolate la mia carne...

    Carne...
    consolate la mia carne

    nella carne che sei nella carne che ritornerai


    solitudine della carne


    dalle anime di ogni carne

    Patimento della carne


    Corpo sacro della carne
    compassione della carne


    fuoco fatuo della carne
    carne e carne

    la morte della carne...

    Pietà della carne
    lutto della carne
    il buio della carne
    la passione della carne
    la penitenza della carne
    l'estasi della carne
    il caos della carne

    Scandalo della carne
    sacrifico della carne e la carne che vuole carne
    santuario della carne
    la morte della carne

    Estasi della carne
    sacrificio della carne
    marcire della carne
    fiorire della carne
    consolate la mia carne
    nella carne che sei nella carne che ritornerai


    non è morto
    non sei morto
    nella carne

     

    March 14

    Il collasso della rete

     
    La rete è piena, la rete è invasa, la banda larga è invasa!
    Riuniti attorno ad un tavolo, assieme allo stato maggiore, gli esperti d'informatica gufano sul futuro del web e di Internet.
    In tutto il mondo, il trend di utenza dal 2000 al 2007 è aumentato del 265%. Inoltre, ad occupare le fibre, ci sono molti più file pesanti (film, giochi, immagini Gif animate) rispetto al passato; i download sono delle bestie nere. Tutti questi contribuiscono al rallentamento generale della Rete.
    Gli esperti ottimisti minimizzano; gli esperti pessimisti affermano che entro il 2011 la rete collassera.
    Ma niente paura, la catastrofe è sanabile.
    La rete non si blocchera per tutto; per cui, se si avverasse una cosa del genere basterebbe disattivare qualche servizio.
    Basti pensare al solo sito di Youtube: da solo occupa la stessa quantità di banda larga utilizzata dell'intero web nel 2000.
    Oppure, come altra soluzione, si potrebbero penalizzare gli utenti più poveri.
     
    Potete battervi per sbarazzarvi dei video cretini presenti su youtube. Ecco come: il 1° Aprile di quest'anno indossa anche tu le scarpe alla rovescia (dietro-davanti) come protesta. Insieme e numerosi possiamo farcela.
    March 09

    Flessibilità (d'interpretazione)

    Oggi ero al bar. Guardavo la partita di rugby.
    Ho consumato una birra e, assieme alla consumazione, mi è stato allegato un biglietto gratta e vinci.
    Ho vinto. Il premio da ritirare era un bellissimo cappello-mascotte della festa di San Patrizio, la festa dei fiumi di alcool.
    Dopo ho ordinato un'altra birra e ho vinto un altro cappello. Più tardi, mentre seguivo la partita, una ragazza falsamente disinvolta, si avvicina e mi chiede: "Hai per caso un cappello in più da darmi?". "Certo, prendilo pure" rispondo indicandoglielo.
    Voi forse immaginerete una potenziale situazione passionale, o qualunque altra cosa.
    Però penso che riterreste il comodato del cappello come una situazione momentanea. Sbagliato; il secondo cappello non lo rivedrò mai più.
    Ora concentriamoci sulla richiesta.
    Lei mi ha chiesto di dargli il cappello; durata non specificata. Io ho inteso - visto che io non conosco te nè tu conosci me - prestami il cappello; durata variabile, ma trattandosi di comodato, appena finito di giocarci te lo restituisco.
    Io non mi sbaglio, e nemmeno lei. Infatti la frase si sarebbe potuta risolvere in tre casi:
    A) lei mi restituisce il cappello;
    B) lei non mi restituisce il cappello e se lo tiene, tanto io ne ho un altro;
    C) lei mi dà il suo numero di cellulare.
    Tre casi da un solo dato oggettivo. Perché è accaduto solo il B?
    Perché sempre le persone, le istituzioni, Berlusconi si tengono sempre una riserva di flessibilità nelle dichiarazioni; cioè flessibilità nell'interpretazione, secondo i comodi miei e secondo i tuoi. La cosa è utile, è umana, ma è anche terribilmente opportunista. E sopratutto rende difficile il capirsi.
    March 07

    Dissenso

    Capita che...
    *: Senti, non sono d'accordo con quello che hai appena detto.
    #: Come sei prevenuto!
     
    Chi dei due è il più maldisposto?
    Se rispondete il primo, può darsi;
    se rispondete il secondo, può darsi.
    Dipende tutto dal primo: se è maldisposto lui difficilmente lo sarà anche il secondo.
    Tuttavia l'istanza di dissenso, di per sè, è la più obiettiva: prevenuto o in disaccordo, l'affermazione prevede entrambe le situazioni.

    Marzo

    Da piccolo mi piacevano le cose pari.
    Non so se per gusto estetico o per capriccio. Penso per entrambe le cose (gusto estetico come capriccio).
    Alla materna non ero l'unico a pensarla in questo modo. Costruzioni lego, disegni, piste per le macchinine; tutto simmetrico. Se per caso qualcuno avesse disegnato un castello con un solo torrione a destra lo avremmo fulminato definendo lo schizzo con qualche parolaccia lallata.
    Poi andai alle elementari; ovviamente conservando questo pallino.
    Imparai le cose primarie: a calcolare l'ora, gli equinozi e i solstizi stagionali, la durata dei mesi...
    Riconobbi armonici i mesi di trenta giorni, glabri, e odiai quelli di trentuno. Trentuto era dispari, era sgraziato, era una forzatura eccessiva per far quadrare l'anno.
    Ma marzo mi piacque.
    Non so per cosa, per la magica atmosfera forse: il mio giardino di marzo fiorisce di crocus e di fiori bianchi, tra i primi, bucaneve.
    Trascurai la classificazione; anche con maggio e luglio feci amicizia.
    Era l'allineamento rotto, le righe nemiche che si disperdono. Di ciò rimangono le qualità dei singoli, sbrogliate dal comune denominatore.
    E tutto mi è sembrato più bello. Fiori sbucati dal ghiaccio.
    March 05

    Amici (?!) di Maria De Filippi

    Tutti dicono, o si pensa che tutti dicano: "Gli 'Amici di Maria De Filippi' han ben poco di amichevole".
    E' esatto. Amici.
    Ecco il nocciolo: il problema non è il programma, ma il titolo.
    La ragazza di Duncan (ipotetica) è uscita per colpa del titolo, e la ricordiamo con simpatia. E' come se fosse stata estromessa da un gruppetto domenicale e spontaneo di ragazzi/e a cui piace ballare e mettere un po' in mostra il loro talento.
    Sveglia, quello non è un gruppo domenicale ma un Fight Club.
    Dietro il successo di uno sta il fallimento di molti. E dietro il fallimento non ci sta l'amicizia, basta girare e guardare.
    Capito: se guardate questo programma e viene da chiederdevi: "Ma gli amici miei li devo trattare così?" la risposta è: "No!".
    E allora dove potrete comportarvi in quella maniera?
    Ovvio, in tangenziale.
    (Ci sono amici e amici)

    Contesto

    Bella la parola contesto?
    Io la uso sempre, ma non mi fa impazzire. Però la uso parecchio, sopratutto in psicologia:
    il contesto sociale, bisogna analizzare il contesto, il contesto familiare è buono-non buono. Sostituisce situazione. Non mi piace perché lo utilizzo troppo. Ed anche gli altri.
    Quel che faccio poco è contestare. Contestare mi piace perché 'contesto' poco. Ed anche gli altri.
    Gli altri contestano poco? Sì!
    Loro fanno dibattito. Il dibattito non sembrerebbe unilaterale, ma lo è. Forse lo era in passato. Oggi dibattito è meno dialettica e più retorica.
    Colui che contesta, il contestatore, invece è uno che supplica ascolto mascherando la supplica.
    Se cliccate la parola evidenziata può darsi che ne vediate uno.
    (A fianco: un contestatore terminale)
    March 03

    Lettera aperta a Bruno Vespa

    Egregio Dott. Vespa,
    Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,
    In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

    [...]
    La Commissaria UE Viviane Reding ha più volte ricordato che il 50% della crescita del PIL europeo e' legata allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. La scarsa diffusione della banda larga è forse l'indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.
    Secondo i recentissimi dati diffusi dall'organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:
    1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.
    2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.
    …la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.
    Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all'informatica con ricadute positive per l'intero sistema. Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet.
    Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l'uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.”

    Firmata, tra gli altri, da:
    Luca De Biase, Juan Carlos De Martin, Michele Ficara, Alfonso Fuggetta, Enrico Gasperini, Enrico Grazzini, Marco Montemagno, Layla Pavone.

    March 02

    Egoismo: cosa ne pensa un egoista

    Un egoista è una persona che non pensa a me.