Edoardo's profileEccentrica GallumbitsPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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September 14 Brevi In auto F: E, ce l'hai dietro il tuo coso multiuso? E: No. F: Allora lo vedi che sei veramente inutile? E: Detto da uno scroccone, dovrei cominciare a preoccuparmi. In giro a Berlino F: E, ce l'hai l'accendino? E: Dopo, prima rammentami perché ti ho regalato uno Zippo per il tuo compleanno. A Monaco E: Mi ricordavo di un'altra birra... F: L'ho bevuta io a colazione. Al Lidl E: Un chilo di crauti non sarà troppo in due? G non mangia con noi? F: No, mangia fuori con gli altri. E: Vabbè, ma vedi quant'è il peso sgocciolato. F: 945 grammi. E: Vado a comprare la carta igenica. A Dachau E: Scusate il ritardo. G: Ah, ma perché ti hanno lasciato uscire dal campo? Alla Hofbrauhaus R: Hallo, will wer ein brezel? [mi scuso, se sono stato impreciso, ndr] G: Ne prendo cinque. N.B. la ragazza era carina A Monaco, in birreria S: A che boccale siete? C: Al secondo. S: Aaaah! Noi al quarto!!! N.B. I boccali erano da un litro In un momento qualsiasi C: Se E mi preoccupa, G, tu mi spaventi. F: E io? C: Tu fai schifo! In stanza F: Meno male che briscola era un gioco da vecchi! C: No, non è male come pensavo. Richiede un certo livello ragionamento. E: Hai da caricare? C: Sicuro. E: Ecco. G: Liscio. C: Carico. E: Ma quello è l'asse di briscola!!! A tavola G: A, mi presti il cavatappi del multiuso per aprire la birra? A: No, perché mi hai perso il pennino. G: Ma te lo ripago! A: No, è una questione di principio. entra V. V: A, prestami il multiuso che mi servono le forbici. A: No, perché è una questione di principio V: ...! G: (sottovoce) Niente sesso per A, stasera. June 07 Espiazioni sciagurate di un finto cyber-dissidente Penso che questa sia, formalmente, un'ottima occasione per indossare un cilicio d'umiltà. In pratica, serve a me per sperimentare il senso dell'inutilità di quello che faccio. E forse dovrei aggiungere: per estrinsecare il superfluo latente di quanto fatto sinora, su questa piattaforma. Come novello, e certamente indegno, san Francesco senza vocazione, dovrei cominciare a spogliarmi e a restituire. Per prima cosa mi tolgo ogni copricapo di velleità intelletuale. Avanzerei la difesa che la spocchia vana del sapere non ha mai fatto per me, è contro la mia indole e il mio complesso di parità misurata; eppure me ne sono sempre servito: per ripulire e lustrare audio, canale e messeggio; renderlo inattaccabile; oltre che per un certo rigore a cui la cosa mi avrebbe costretto (e questo è il solo bene). Poi il vestito piuttosto dorato, kitsch - e piuttosto diffuso -, che mescola a una scrittura già ingenua un soluto (anche se sarebbe più opportuno dire solvente) di figure retoriche di pensiero: enfasi, iperboli, toni tonitruanti e trionfali; e il loro esatto opposto. Potrei giustificarmi, replicando che questa prassi è diventato ormai di uso comune. Continuamente, è così per tutto quello che riguarda informazione e intrattenimento. L'attenzione dello spettatore - o lettore - dev'essere continuamente stimolata, mica che vada scemando. E, molto spesso, i risultati sono castelli grotteschi che si ergono nel cielo, puntellati solo su piccoli cenni di notizie, banali e incolore. Poi ci si lamenta che non ci si ricorda mai niente, quando ogni comunicato viene sbandierato come svolta epocale! Per il mio, soggiungo che lo faccio per non annoiare nessuno, sperando sia così. L'ultima sottoveste è la fatua pompa dei motivi per cui scrivo. In effetti, cosa cambia? C'è gente che scrive meglio, e per di più, le stesse cose. E l'unico mio merito sarebbe quello di aggiungere commenti personali di cui non frega niente a nessuno? Ora sono nudo. P.s. A proposito, sapevate che l’ingegner M. F. , dichiara che "i dati sull’entità del sisma sono stati cambiati, penso volutamente e con raziocinio, per evitare il risarcimento del 100% che sarebbe stato dovuto in caso di sisma maggiore di 6 gradi Richter"? May 20 Volgare appropriato Mi sono accorto di recente, su un commento casuale, che mi si dava del politicamente (s)corretto. Hanno torto(ragione). Sono scurrile oltre ogni immaginazione, e mi piace spingere a oltranza il libero arbitrio che l'Onnipotente ci ha concesso insultandolo lungamente. Ma non considerate che per questo le parole salaci - quale eufemismo! - siano così inutili. Alcuni linguisti sostengono che la prima parola dell'uomo fu una parolaccia, o almeno un'imprecazione. Che vita vuota sarebbe senza parolacce, che da sempre indicano le cose a cui tengono di più gli uomini (e le donne!). E oggi, ardirò di scrivere la stessa parolaccia a dismisura, ma con le opportune censure; una cosa che sta tanto cara a me e a molti: signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato Signif**ato? October 10 Distributori (dis)pensantiPiù volte questi giorni, mi sono recato alla macchinetta el caffé. Parlare della contrada fiabesca, il magico mondo attorno alla macchinetta, ho già tentato di esplorarlo ed esporlo, due anni fa, in un infelice tentativo di romanzare per conto mio. Gli argomenti erano gli stessi e i curiosi che si creano attorno ad altri luoghi: come l'ascensore, come la metropolitana... Tutti posti dove il modo familiare di percepire le persone che ci circondano si restringe completamente, diventando improvvisamente astioso, in cui tutto sembra estraneo e un po' nemico; un posto di cui si salva solamente l'elementare cortesia.
Non sempre ciò avviene. Spesso ci sono i neutrali ascoltatori di musica, che di tempo in tempo utilizzarono i walkman, i lettori Cd e infine i modernissimi I-pod. Altre volte i conoscenti che parlano fra loro. Utilissimi a volte: ad esempio io, grazie a loro, ho scoperto che c'è un negozio Libraccio presso la fermata Bovisa - Politecnico. Ultimi sono gli stralunati fantasticatori - di cui faccio fieramente parte -, davvero amabili perché spesso si distraggono e perdono il turno, senza che poi abbiano la volontà di protestare. In ognuno di questi casi si prega di non intromettersi, salvo che per ottime ragioni ("Scusi, scende?""No.""Nemmeno dai miei piedi?").
Questo per introdurre l'argomento e il senso di disagio che dà. Ma per quanto lo possa sembrare, non è una cosa sbagliata: è un comune senso di intimità offesa. L'unica cosa deprecabile sarebbe quella di essere sgarbati.
Per questo motivo non si addice essere troppo estroversi, in certi casi bisogna evitare del tutto. Eppure, per me, la tentazione di prendersi gioco di questa consuetudine è sempre molto forte. Certamente per malsano divertimento, ma ciò sarebbe insufficiente. Lo faccio per delle mie piccole dimostrazioni. Minacciare un perfetto sconosciuto, intimandogli che mi deve dei soldi, mi serve. Lo faccio per irretire quella sacra inviolabilità degli sconosciuti che, qualche volta, conduce a nefandezze peggiori.
Perdonate la mia impudicizia. La prossima volta che prenderete il caffé, premunitevi di controllare che dietro la macchinetta non ci sia io, mentre sussurro frasi oscene.
September 30 I limiti del pensiero (to stand to understand)Questi che la prima balla meglio si accomoda... Questi che la medesima non molla più il posto... Questi che non sentono un vuoto dentro... Questi che non sentono un vuoto dentro, infatti sono pieni di sè... Questi che ringhiano se li accarezzi... Questi un po' prolissi... Questi che pensano che parlando male non si pensa male... Questi che leggono le superficie superficialmente, con torto maggiore... Questi che hanno una fidanzata e un pallone, calciando entrambi... Questi che l'onesta personale è più importante di qualsiasi conseguenza... Questi che reputano le cose semplici più vere di quelle complesse... Questi che esemplificano le cose complesse... Questi che odiano l'azione... Questi che odiano per sempre... Questi che sprecano i simboli, facendo piangere la semiotica... Questi la cui identità è universale, se assoluta meglio... Questi che la coerenza è un concetto ignoto, ma non perché disapplicato... Questi, purtroppo, non posso capirli. Aspetto che facciano un passo falso; chissà, che rischiassi a comprendere. September 09 Hosted by Ticket One"Ascoltate tutti quanti! Mi chiamo Edoardo Grimoldi ed ho vent'anni; sto per frequentare la Bicocca e non ho mai combinato nulla di buono nella mia vita, ed ho appena comprato i biglietti per il concerto degli Ska-P"
"Eeeeeeeee!!!"
"Bravo!!!"
"Clap! Clap"
"Ti amo, sposami!"
"Non ci penso nemmeno!"
Se fosse successo davvero...
June 23 UlissePasseggiano su o giù o sempicemente seduto ma anche sdraiato a sfogliare libri che hanno quasi tutti perso la copertina perché ricevuti in consegna di due mani alla stessa maniera con la quale ho preso coraggio nel guardare i rigori che furono un fallimento a causa di un Di Natale terrorizzato evidente a tutti anche al portiere che lo ha stregato come quel tiro maledettamente al posto giusto e al momento giustissimo della Turchia nella quale studiavo per la seconda prova rivelatasi una buffonata come lo è stato lo esame ed il momento in cui Manuela si è girata e mi ha strappato di mano il compito per controllare se il suo fosse giusto e se le intestazioni fossero corrette ma è certo che la busta paga non è difficele da quel punto di vista come gli assegni e le cambiali la cui preparazione non è servita affatto che per farmi perdere altro tempo dopo cinque ripassi dall'inizio dell'anno scolastico a questa parte invece del tempo che ho dedicato alla calcolo dei dominii una bazzeccola tale da essere veramente domanda da quiz che grazie agli Europei non infestano più la prima rete con mia estrema pace e soddisfazione estendibile agli studi che grandi problemi di stomaco non danno come lo stravolgimento delle mie abitudini da diurne in notturne come l'animale che si è affacciato forse una civetta che porta pure sfiga ma non sempre gli uccelli portano male ma anche fortuna come quell'escremento di piccione durante il traggito verso scuola che credo mi abbia portato gran auspicio per la prova assieme alla mia puntualità riscoperta dalla paura di sospensione dagli scritti finalmente terminati come naturalmente ricomincia il ciclo giorno-notte e le mie ultime veglie sdramma.
Omaggio a James Joyce May 20 DerespiroIo mi sento deresponsabile.
Io mi sento deresponsabile; io mi affido a Dio
Io mi sento deresponsabile del resto. Io do sempre i contanti giusti.
Io mi sento deresponsabile delle differenze, perché esistono e non le ho create io.
Io mi sento deresponsabile dei morti del lavoro: alla morte ci devono pensare i morti, io sono vivo.
Io mi sento deresponsabile dai valori: io non sono mica la morale, io non sono la religione, io non sono la politica.
Io mi sento deresponsabile dal dolore: io non sto soffrendo, nè mi sento di soffrire gli altri.
Io mi sento deresponsabile perché sono pregiudizialmente convinto di essere libero dai pregiudizi.
Io mi sento deresponsabile perché se vuoi, chiedi, e non ti darò perché sono deresponsabile.
Io mi sento deresponsabile perché della fame del mondo, della guerra, delle bombe a grappolo non mi hanno chiesto niente.
Io mi sento deresponsabile perché vuol dire libertà.
Io mi sento deresponsabile perché con questa libertà posso fare tutto, come ignorare i modi garbati.
Io mi sento deresponsabile perché in molti la pensano così.
Io mi sento deresponsabile perché in molti pensiamo per uno.
Io mi sento deresponsabile perché quell'uno che pensiamo sono proprio Io. E basta.
Io mi sento deresponsabile perché mi sento la leggerezza di fregiarmi del diritto di sentirmi deresponsabile.
Io mi sento deresponsabile perché non sono responsabile delle cose che non decido io e riguardano tutto.
Io mi sento deresponsabile perché il tutto non è affar mio.
Io mi sento deresponsabile perché l'utile e il dilettevole sono il mio dovere. E basta.
Io mi sento deresponsabile dal perché mi sento deresponsabile.
Io mi sento deresponsabile.
Io non sento.
March 27 L'incoscienza di XenoCapita che oggi debba andare in banca. Dovevo prelevare duecento euro al bancomat.
Sono sempre nervoso e suscettibile quando porto denaro contante in quantità con me, così mi irrigidii non poco - pronto a darmela a gambe - quando proprio fuori dalla banca girarono l'angolo tre tipi: poco raccomandabili e non italiani.
Non è accaduto niente.
Ma, quando questi sono passati oltre mentre ancora li tenevo sott'occhio, seguo il loro sguardo che si posa su un ciclomotore lì vicino. In questa sequenza: motorino - ruota - catenaccio - esitazione - propri passi; il tutto in perfetta, direi meccanica, sintonia. Evidenti corrotti.
Ad ammonire non bastano gli sguardi severi delle icone appiccicate al muro del senatùr.
Io sollevato, ilare e amareggiato: 'Ma come?' pensai 'E' proprio come dice lui'.
"Visto!" mi fa il manifesto più vicino "Li dobbiamo fermare! Gli dobbiamo mettere paura, una paura tale che essi non tornerranno mai più!
"Dobbiamo chiudere le moschee, con loro dentro possibilmente! Dobbiamo arrivare a Roma, prendere la poltrona e rompergliela sulle loro teste di cazzo!
"Si sono presi i nostri posti di lavoro, le nostre terre, presto vorranno anche le nostre donne. Ci troveranno! Ci ucciderano!
"Loro non si possono uccidere, sono come i cinesi. Dobbiamo ricorrere a ripari estremi, dobbiamo piazzare mine sulle nostre coste, bunker, cannoni puntati sull'azimut, ad est! Dobbiamo..."
Uno schizofrenico mi offre la sua pastiglia che accetto molto volentieri. I manifesti ammutolisconi di colpo.
Alla svelta, mi avvio alla poste, per evitare le code del pomeriggio.
March 07 MarzoDa piccolo mi piacevano le cose pari.
Non so se per gusto estetico o per capriccio. Penso per entrambe le cose (gusto estetico come capriccio).
Alla materna non ero l'unico a pensarla in questo modo. Costruzioni lego, disegni, piste per le macchinine; tutto simmetrico. Se per caso qualcuno avesse disegnato un castello con un solo torrione a destra lo avremmo fulminato definendo lo schizzo con qualche parolaccia lallata.
Poi andai alle elementari; ovviamente conservando questo pallino.
Imparai le cose primarie: a calcolare l'ora, gli equinozi e i solstizi stagionali, la durata dei mesi...
Riconobbi armonici i mesi di trenta giorni, glabri, e odiai quelli di trentuno. Trentuto era dispari, era sgraziato, era una forzatura eccessiva per far quadrare l'anno.
Ma marzo mi piacque.
Non so per cosa, per la magica atmosfera forse: il mio giardino di marzo fiorisce di crocus e di fiori bianchi, tra i primi, bucaneve.
Trascurai la classificazione; anche con maggio e luglio feci amicizia.
Era l'allineamento rotto, le righe nemiche che si disperdono. Di ciò rimangono le qualità dei singoli, sbrogliate dal comune denominatore.
E tutto mi è sembrato più bello. Fiori sbucati dal ghiaccio.
![]() January 03 Il mondo primaMi rendo conto che hai cambiato quello che per me era significativo.
Non riesco con la stessa gioia. Non riesco con lo stesso entusiasmo.
Se potessi non vorrei mai tornare, perché saper accettare è uno dei miei punti di forza, ne sono sicuro, specie in un mondo intrasigente causa insicuro (questa espressione non mi appartiene, ma tant'è...).
Perciò io lo preferisco, il mondo prima che arrivassi te. December 16 AttrattoArticolo opinionista. Vergogna dell'autore.
Sono attratto dalle sfaccettature della realtà. Io ne ho alcune. Non le distinguo molto bene, anche perché sono parcellizate dagli altri, perciò non le posso contare.
Sono attratto da molte cose. Dico "sono " perché sono passivo. E' un ordine sentimentale.
Sono attratto dalla profondità perché erroneamente la scambio per una consolazione
Sono attratto da questo tipo di componimento ripetitivo. Faccio meno fatica a scrivere.
Sono attratto dalla terra, che mi tiene spiaccicato al suolo, non so bene con quale diritto o legge.
Sono attratto, condizionato. Sono geneticamente portato al consenso. Dico geneticamente come avverbio occasionale, non voglio dare degli ingenui ai miei.
Sono attratto dai modelli vincenti, quelli che ricevono la carota senza la bastonata, perché appaiono più volte di quelli che si fanno la gavetta ed il culo, e che talvolta pure ce lo rimettono.
Sono attratto da quelli che sono consuetudini comuni visto che un po' sono anche mie e quindi mi appartengono.
Sono un po' stufo di scrivere troppe baggianate. In realtà apprezzo l'attrazione. Non è mia intenzione screditarla. Volevo solo gettare un po' di merda.
Poiché attrazione non è solo bene. September 17 Tutto sommato sono un violentoTutto sommato io sotto sono un violento perché da qualche parte nella mia vita, stata o apparsa, c'era violenza.
Tutto sommato io sono un violento perché lo ammetto e lo dichiaro, tanto a differenza dei pedofili sono garantito e verrò anche accettato.
Io sono un violento perché ogni tanto do' risposte violente. Io sono un violento perché nelle barzellette creo situazioni violente, intollerabili nella realtà.
Io sono un violento e lo dico perché il colore del sangue è di un bel rosso e il suo sapore è solamente salato, anche se un po' secco a causa del ferro.
Io sono un violento perché potevo fare un altro paragone ed invece o scelto quello del sangue.
Io sono violento, guardo la violenza nelle anime, dove i personaggi distruggono tutto usando la violenza senza risentirne, apparentemente.
Io sono violento, guardo la violenza negli splatter, dove i personaggi si distruggono e si fanno male con la violenza anche con un grissino.
Sono violento perché "Catwoman" è un invito al sadomaso.
Sono violento perché sò cos'è il BDSM. Sono violento per colpa di Tom e Jerry.
Sono violento perché mi piace. Sono violento perché è la soluzione "più facile piuttosto che capire cos'altro si può fare".
Sono violento perché lo dice un test. Sono violento perché non sò usare il cervello.
Sono più violento perché non soffro. Sono più violento perché non sento gli altri soffrire.
Sono violento perché la violenza è la causa e la soluzione di tutti i problemi della vita e cercare altre soluzioni è inutile.
Tutto sommato sono violento perché un pugno è facile da capire.
Tutto sommato sono violento perché il male usa violenza, il bene usa violenza contro il male e gli oppressi subiscono violenza.
Tutto sommato sono violento perché nella violenza c'è il vero silenzio.
July 27 10 giorni (elogio al gruppo)Voglio esaltare quei giorni, quelle persone, all'attività.
Voglio esaltare il gruppo, perché ci protegge, controlla i nostri slanci di sentimento emozione bisogno.
Perché è più grande e vale di più.
E perché mi sono realmente divertito, a volte commosso.
Perciò Grazie.
Voglio esaltare singolarmente le persone: dovrebbe seguire un elenco di gente ma non basterebbe lo spazio (tutto quello che voglio) per segnalare tutte quelle persone meravigliose, donatrici di momenti indimenticabili.
July 14 Stage: riflessioniIn preparazione: il contenuto verrà integrato nella struttura cognitiva-emozionale nonché caratteriale, lavorativa, sociale, psichica, morale del tirocinante. E' l'iter, e vale anche per tutte le altre esperienze quotidiane ed estranee dell'individuo.
Distinti saluti
Il tuo cervello
P.S. : Mi sono preso una lunga vacanza. Sarà dura ma forse ce la farai June 29 Jim Morrison (mdf.)Se per vivere devi strisciare, puoi startene sdraiato e morire indisturbato June 26 Pausa pranzo (avanzi di melanzane)Ed eccomi a estrarre pacchi e involucri colorati tinta unita dal frigo, come un minatore.
Bisogna essere miserabilmente meschini per definire l'atto del nutrirsi come un lavoro (mi vergogno sempre tanto!). Quello che è, per fortuna, un sacrosanto diritto.
E mangio, un po' pesantino, un po' freddo. Il cibo.
E da questo cibo che nulla ha di speciale, per antico prodigio, riguadagno la mia forza, la mia energia, il mio entusiasmo. Ma un vantaggio che ottengo dal rancio (cibo di bassa condizione sociale) e che non mi inconcupisco del cibo e posso pensare ad altro. Per esempio penso che mangiando cibo vario piuttosto che merendine, twix, mars, patatine (che comunque mangio) non prendo una piega cattiva, ho desideri più buoni (delle fantasie normali diciamo), si è più aperti, più recettivi e anche meno fastidiosi e irascibili, a prescindere da quello che è il nostro carattere. E' incredibile come ci influenzi il cibo.
Penso anche che tra le robe che restano il buon sapore, il cattivo sapore, non contino più dell'effetto. Il buon sapore non può più del nostro ventre. O dell'impatto con il nostro cervello, infuso di papavero (amarissimo). June 11 Let's do our job!Domani comincia il mio stage. Bella seccatura.
In realtà non mi spiace molto. Un ottimo tentativo per smuovere con la leva il mia gelatinosa pigrizia.
Poi le aspettative, quelle...
Se si trattasse di qualcosa prevenutamente (amor di lingua) pessimo sicuramente ci saranno inutili questionari "il corso è stato all'altezza delle tue aspettative?" ed una X su si no abbastanza e linea vuota ai consigli.
Ah, ma dannazione, ragiono da studente (vergogna a me, laureati, subordinati e autonomi). E' vita da lavoro, lo stage. Tranne per lo stipendio. Se penso che la consegna della busta è sempre un momento di malinconica trepidazione per l'operaio, figuriamoci per la non qualificata e gratuita prestazione degli apprendisti (a livello delle corporazioni medievali).
Appena si parla di soldi però il discorso si fa più ampio. Meglio smettere.
Spero di mettere via qualche cosa da ciò. Che fatica è stato far niente a oggi! Che fatica sarà dopo! E che fatica che ho fatto a mangiare quel budino bruciato di mia sorella! Come avrà fatto? Fatto ciò che sono ancora più repulsivo contro cose marroni e tremolanti.
Il discorso mi è parso un lamento, ottimo. Forse sarò destinato a divenire responsabile aziendale. Chissà May 16 Pezzi d'inchiostro e macchie di carta: SiciliaAdesso si potrebbe dire che è stato magnifico, che il mio sguardo è stato traffitto, che il mio cuore faceva capriole.
Potrei patire l'amore, pura ammirazione estetica della bellezza, che è il meglio. Patire l'amore vero, non l'ozio, non la semplice ricerca libidica del piacere. Perché non è. Perché è più delle sole esperienze felici. Esse rumoreggiano nei ricordi, sole, nelle persone che auspicano alla vita perfetta. Dovrebbero rotolare insieme a braccetto con estranei, coloro che non vengono invitati volentieri nelle nostre divagazioni del passato. Il viaggio in Sicilia me lo ha ricodato. Croce e delizia, bianco e nero, pieno e vuoto, disastro e trionfo, guerra e pace, amore e odio. La Sicilia è magnifica. La gente simpatica e cordiale, rigorosamente senza lupara.
Il cambio di stagione ha la mano da carezza, senza la pesantezza afosa di Saronno.
L'accoglienza calorosa e il cibo superbo.
Rimembro di spiacevole solo rovescii e capriole del mio ventre in barca. E la nostalgia...
Ma ho tenuto duro, non so bene perché.
Ringrazio Marika, gemella che fortunatamente non condivide il mio ributtante volto, anzi;
ringrazio il Professore, che mi ha affidato ingenuamente la videocamera;
ringrazio Step e Maicol, che mi hanno fatto sentire più grande;
ringrazio la hostess che mi ha corretto mentre mi dirigevo all'uscita B a metà viaggio;
ringrazio il fato che mi ha imbucato in tre feste di sconosciuti;
ringrazio Byron, compagno di letto e notti di fuoco;
ringrazio la famiglia, che mi ha accolto nudo e solo;
ringrazio tutti i ragazzi di Bagheria perché sono simpatici;
ringrazio il sole che mi ha donato una carnagione scura e alla moda;
ringrazio l'acciuga cruda e crudele, che ha riversato sulla digestione tutta la sua frustrazione, dalla pesca alla brutale deliscazione;
ringrazio la Guinness non fredda;
ringrazio gli scogli taglienti e i molluschi crudi;
ringrazio le cinque ore prima del risveglio, che sono come oro;
ringrazio i francesismi e la loro finezza;
ringrazio i Francesi loro inventori;
ringrazio l'arte, la cultura e sopratutto la cucina;
ringrazio Avril per non aver fatto mancare le corna nelle foto;
ringrazio tutti i saronnesi perché concittadini;
ringrazio le tedesche (Heiniken & Becks);
ringrazio il tira-pugni per il più basso punteggio;
ringrazio i Bagheresi per la falsa modestia con cui affermano che sù è meglio di giù;
ringrazio la routine che mi rassicura e mi aiuta a crescere;
ringrazio il buttafuori che più che un armadio era un divano;
ringrazio un po' tutti;
ringrazio Microsoft per il blog e un po' meno per il resto;
ringrazio che ho perso solo le pile e non altro;
ringrazio le soffici poltrone dei Quattrociocchi caffé;
ringrazio qualcuno perché fino a Venerdì non verrò interrogato in Italiano;
ringrazio i test, specie quando mi fanno fare brutta figura;
ringrazio l'acqua fun;
ringrazio il mio sex appeal, specie quando sono inquadrato dall'obbiettivo;
ringrazio la margherita mangiata di fretta;
ringrazio il costume il cui laccio è impraticato da un nodo, frutto di anni di scoutismo;
ringrazio la sfiga, che come la sbornia prima o poi passa;
ringrazio la gastrite che non è venuta;
ringrazio i buffoni che fanno sempre piacere;
ringrazio la cassata che si è mantenuta intatta finanché un folle non ha afferrato un coltello da dessert;
ringrazio tutti i frutti, dolci e amari, per il loro sapore mai uguale...
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