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March 04 Il futuro è alle spalle quando guardi al passato "La vita non è altro che un'ombra vagante:
un povero attore
che si pavoneggia
e si agita per la sua ora
sul palcoscenico,
e poi tace;
è un racconto recitato
da un idiota
gonfio di suono e di furia
che non significa nulla." da MacBeth di William Shakespeare Quando nacqui non lo scelsi, come non potei scegliere in seguito quello che avrei pensato. Il mondo mi accolse indifferentemente alla stessa maniera in cui mi abbandonerebbe. Lui continuerebbe ad esistere, cioé esiteva prima ed esisterà sempre. Ma non scelsi il mondo, in effetti. Ma dopotutto, fu il mondo a scegliere me: mia madre potè scegliere di sposare un uomo che amava, possedente l'altra metà del mio patrimonio genetico; mia madre potè scegliere di nutrirsi in gravidanza di spinaci e frutta fuori stagione, grazie a voglie fuori luogo. Altrimenti, mi spiegò qualcuno, sarebbe potuto accadere che mia madre sposasse un valligiano poco lontano di abitazione, e anche se fossi nato io avrebbe mangiato ceci e formaggio. Avrei imparato una lingua che ormai parlano soltanto 5000 vite. Avrei imparato a menare al pascolo e a mungere a mano. Avrei avuto per giocattolo un rastrello o una falce, all'altezza dell'età mia o dell'erba del pascolo. Avrei saputo cosa fosse il mistero (cioé il Mistero), ringrazierei segnandomi e curvandomi nel saluto, alla consegna delle primizie o a corvées sbrigate al Domine. Vedrei il Sole girare attorno alla Terra, e troverei inconcepibile quello che avrei conosciuto quello che effettivamente vivo oggi. Fui svezzato dalla poppa al semolino, ottenni un cubo per giocare assieme a un girello, parlo la stessa lingua che utilizzano un paio di elettrodomestici. So che la Terra gira attorno al Sole senza sapere perché, e mi è difficile immaginare una vita senza sapere quello che conosco. Sistema tolemaico o meno. Perciò oggi parlo con delle macchine riportanti sempre due parole (Mario scrive: ...) e guido automobili. 30 anni dopo, dopo uno spendido e improbabile dottorato, inventata la Capsula per i viaggi temporali, che potrei combinare? Bizzarri paradossi, forse? Probabilmente il Papa verrebbe bruciato vivo per eresia, i potenti dalla pelle scura trascinerebbero macigni per interminabili piani inclinati, i filosofi antichi sarebbero riciclati in show televisivi. Tuttavia, avrei da guadagnarci: vendendo l'idea guadagnerei quanto il tale che brevettò il sistema per invertire l'entropia del cosmo. Aprirei le porte del mercato del Passato, otterrei ricchi compensi per le dirette delle sanguinose battaglie fra barbari, troverei modi per cedere alla compravendita lo stesso oggetto in epoche diverse. L'ultimo grande successo, subito dopo scoperta del commercio delle esperienze personali... No, decisamente. Certo, bisogna sempre attendersi al futuro. Ma che non venisse mai! December 06 CloeA Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l'uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo e poi sfuggono, cercando altri sguardi, non si fermano.
Passa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato alla spalla, e anche un poco il tondo delle anche. Passa una signora nerovestita che dimostra tutti i suoi anni, con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti. Passa un gigante tatuato; un uomo giovane coi capelli bianchi; una nana; due gemele vestite di corallo. Qualcosa corre tra loro, uno scambiarsi di sguardi come linee che collegano una figura all'altra e disegnano frecce, stelle, triangoli finché tutte le combinazioni in un attimo sono esaurite, e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla catena, una cortigiana col ventaglio a piume di struzzo, un efebo, una donna-cannone. Così tra chi per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto il portico, o si accalca sotto un tendone del bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi. Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se gli uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia d'inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d'urti, di oppressioni, e la giostra delle fantasie si fermerebbe. di Italo Calvino, Le città invisibili November 25 Creolo 1. Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze “psicologiche” e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull’idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in "migliori" e "peggiori" e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi. [...] 3. Nella specie umana il concetto di razza non ha significato biologico. L’analisi dei DNA umani ha dimostrato che la variabilità genetica nelle nostra specie, oltre che minore di quella dei nostri “cugini” scimpanzé, gorilla e orangutan, è rappresentata soprattutto da differenze fra persone della stessa popolazione, mentre le differenze fra popolazioni e fra continenti diversi sono piccole. I geni di due individui della stessa popolazione sono in media solo leggermente più simili fra loro di quelli di persone che vivono in continenti diversi. Proprio a causa di queste differenze ridotte fra popolazioni, neanche gli scienziati razzisti sono mai riusciti a definire di quante razze sia costituita la nostra specie, e hanno prodotto stime oscillanti fra le due e le duecento razze. Questo è solamente un estratto del manifesto del manifesto di alcuni scienziati antirazzisti, fra cui Rita Levi Montalcini. L'inserimento non si giustifica con qualche mio particolare intendimento, come la pubblica disapprovazione del paradigma razzista: esso non è molto più di un ingegnoso quanto semplice sistema di disuguaglianze e di dominio, volto a giustificare proprio disuguaglianza e dominio. Sistemi come questo esistono e sono per di più legittimi e socialmente accettati; il razzismo è un sistema di nicchia (una nicchia molto agguerrita), non legittimo, ma - appurato - estremamente pericoloso. Pertanto non esprimerò che il razzismo è sbagliato, perché è una questione - quella della legittimità - che risulta vera solo per pubblico encomio. Ma, estrapolando dal testo, che sembra ragionevolmente certo, ci si rende conto di due cose: 1) i razzisti sono dei creduloni e - accidenti a loro! - molto violenti (vedi paragrafo 1) 2) essere bastardi conveniene (paragrafo 2). Buona serata. Per vedere il manifesto antirazzista 2008, fate clic qui November 21 Linus "E' inaccettabile! Ma come credi di poter fare senza riconoscerti in una posizione?!" "Beh... Non credo che sia corretto" "Questo è tutto quello che quell'arachide che ti ritrovi per cervello riesce a dire!?!" "No, intendo che dovrei prima riflettere su ciò che ritengo sia giusto o sbagliato e poi... Ma perché fai quella faccia così strana?" November 14 La Fuga Fino a qualche tempo si credeva che il cambiamento pervenisse il mondo. Il rapporto è una simbiosi come quella fra comburente e combustibile, fiammifero e ossigeno. Con la deflagrazione finale. Ed ecco i pazzi che si riversavano sulle via, strillando incomprensibili, convinti che fosse tutto diverso e nuovo. Vennero colpiti in pieno. Per quel caso, quindi, si scoprì che - per cambiare il mondo - la trasformazione non prescinde dalla strage. Furono appiccati incendi; torturati gli innocenti; sventrati i corpi; bestemmiate le anime. Furono arati i campi; nutriti gli indigenti; accuditi i feriti; venerati gli spiriti. Ma non con lo stesso ordine, come si vuole, che il dolore segua il sollievo. Ma non si conosceva altro mezzo di quelle brusche accellerate che richiedevano sangue alle cisterne. Fintanto che non si capì che solo alla pace deve seguire lo strazio; che la terra si muove da sola, anche senza che piedi furiosi che la percuotino; si versarono il fluido, le energie, le forze, i palpiti degli uomini per nulla che non per quella stessa sofferenza. Le fughe, in qualunque direzione, non funzionano. Nemmeno rimanere immobili, poiché non significa essere lenti. October 28 Accaduto"Che cosa sta succedendo qui?"
"Ciò che sta succedendo qui è qualsiasi cosa si dica che sta succedendo, di quello che diciamo che sta succedendo!" October 07 Verde brizzolato Mi piace il verde, inteso come erbe, malerbe e arbusti. Anche con una pianta più robusta e alta, su cui arrampicarsi. Oggi, leggendo il gironale sento che ettari di foresta, pari alla superficie di Lazio e Abruzzo, sono stati sepelliti da una effusione lavica di cemento. Sicuramente, Celentano se ne dispiacerà, ma non è il solo. Sullo stesso giornale, si legge che malgrado ciò persiste la questione degli alloggi. September 25 Esercizio di probatio"Certi enunciati che dicono cose che realmente sono tali vengono interpretate dalla gente come affermazioni razziste". Qualcosa giù di lì credo, non ricordo bene. Non ho letto il resto dell'articolo (editoriale di Libero), solo una parola successiva, cioé 'retorica'. Invece la prima frase scritta, quella sopra, è veramente eccezionale se associata a retorica. Non sono ironico, nemmeno una sfumatura.
Se tali enunciati carichi di premesse vere venissero interpretati secondo un'ottica comune come razzisti, certamente riguardano direttamente l'argomento. Resettando sulle semplici premesse che sappiamo essere veritiere, certamente le persone ne dedurranno o indurranno una conclusione forte delle verità trasferita dagli stessi antecedenti argomentativi. Ne deducono la parzialità razzista. Se l'esternazione razzista - o presunta tale - ritrova le premesse, precedentemente non conosciute, che si rivelerranno effettivamente accadute, ebbene, è certo sia tale. Si adduce che la frase virgolettata può provare che l'accusa razzista è perfettamente vera e reale.
Mi sono divertito per una bella mezz'ora e con una sola proposizione. Comprerei Libero solo per questo motivo. |
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