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October 19 Il mocassino e il calzino turcheseEcco, ci metto la dovuta buona volontà, ma fra tutte le stravaganze non capirò mai quella del tabagismo(!) September 22 Lemma - Vorrei chiedere scusa alle persone a cui ho fatto dei torti. - Eh, davvero?! Sei sicuro di star bene? - No. E che mi sono accorto che le parole sono solo parole, posso dire qualcosa senza pensarlo veramente. - Quindi sei il solito egoista, ora anche voltagabbana! - Scusa September 14 Brevi In auto F: E, ce l'hai dietro il tuo coso multiuso? E: No. F: Allora lo vedi che sei veramente inutile? E: Detto da uno scroccone, dovrei cominciare a preoccuparmi. In giro a Berlino F: E, ce l'hai l'accendino? E: Dopo, prima rammentami perché ti ho regalato uno Zippo per il tuo compleanno. A Monaco E: Mi ricordavo di un'altra birra... F: L'ho bevuta io a colazione. Al Lidl E: Un chilo di crauti non sarà troppo in due? G non mangia con noi? F: No, mangia fuori con gli altri. E: Vabbè, ma vedi quant'è il peso sgocciolato. F: 945 grammi. E: Vado a comprare la carta igenica. A Dachau E: Scusate il ritardo. G: Ah, ma perché ti hanno lasciato uscire dal campo? Alla Hofbrauhaus R: Hallo, will wer ein brezel? [mi scuso, se sono stato impreciso, ndr] G: Ne prendo cinque. N.B. la ragazza era carina A Monaco, in birreria S: A che boccale siete? C: Al secondo. S: Aaaah! Noi al quarto!!! N.B. I boccali erano da un litro In un momento qualsiasi C: Se E mi preoccupa, G, tu mi spaventi. F: E io? C: Tu fai schifo! In stanza F: Meno male che briscola era un gioco da vecchi! C: No, non è male come pensavo. Richiede un certo livello ragionamento. E: Hai da caricare? C: Sicuro. E: Ecco. G: Liscio. C: Carico. E: Ma quello è l'asse di briscola!!! A tavola G: A, mi presti il cavatappi del multiuso per aprire la birra? A: No, perché mi hai perso il pennino. G: Ma te lo ripago! A: No, è una questione di principio. entra V. V: A, prestami il multiuso che mi servono le forbici. A: No, perché è una questione di principio V: ...! G: (sottovoce) Niente sesso per A, stasera. Egemonia di dialoghi calibrati secondo enfasi probabileNelle relazioni informali, in quelle non approfondite e gradite, in quelle forzate; esiste una convergenza in temi di comunicazioni. Nella quotidianità, e in un mondo in cui le differenze sono legate sempre più formalmente al gusto, è difficile trovare argomenti altrettanto fini e prelibati che riescano a rintrufolarsi più volte nel discorso e che – allo stesso tempo – conservino vette alte di ragionamento, riflessione, competenza, proprietà di linguaggio e serietà. E' difficile produrne di soddisfacenti senza intaccare il nostro naturale piacere di parlare (e essere ascoltati); perché? Molte delle cose che saremmo disposti a dire s'infrangono in mille echi, un po' siccome siamo in tanti e perché d'altra parte si teme – specie se sondati superficialmente come spesso sono – la disattenzione e l'incomprensione che i lunghi discorsi potrebbero provocare nei nostri conoscenti e amici. E' una questione di tempo. Sarà il costume che cambia. Ma questo convince perché è capace di raccontare la realtà e nello stesso tempo di divertire, anche se non sembra così scontato. September 12 ‘68, il grande sbaglio12/9/2009 September 11 Nu Nu FestivalE’ un fotogramma ad altissima densità, quello che introduce questa galleria degli orrori dell’Italia – e non solo – contemporanea. A introdurre questo inquietante campionario (che ormai protende le sue braccia e curve voluminose al di fuori dello schermo, mai stato così piccolo e basso) è il suo regista italo-svedese, innestato e trapiantatosi in un paese ben diverso dal nostro, che lo ha confezionato con l’amarezza e il gelido distacco dell’esule volontario. E’ un quadro desolante, con un’immagine troppo dolorosa al sua interno: una figura abnorme di numerose entità dai contorni nitidi dei personaggi tipo e dalla vacuità esistenziale dei prodotti in serie, brulicante in un gomitolo di corpi. Cercano ognuna di prevalere nella scena, rimanendo – continuamente respinti dagli argini troppo forti della cornice – condannati allo stato di guerra. La verità è che non possono affermarsi a patto di gesti sempre più estremi – peraltro subito imitati –, ma questo gran affanno ricalca la pantomima quotidiana e il pieno televisivo, che sia dalla rissa che dalla trovata geniale incassa sicuro.E’ tutto molto tragico: la propaggine di quell’ambiente saturo e malsano si estende: spettatori che diventano quello che vedono; acque reflue della cultura che diventano la Cultura; una sovraesposizione del superfluo desiderabile; un overload paralizzante, un rumore sommesso che soffoca tutto ciò che sotto di esso brama respiro, cercando inutilmente di farsi notare per indicare che qualcosa non va. Qualche voce paradigmatica blandisce, specie per quanto riguarda l’informazione, che Loro sono la parte buona dell'informazione perché sono le televisioni e quindi non cambiano le parole”. Ma, tirando lo somme, noi non vediamo la realtà, ma una realtà semplificata. Non vediamo, vediamo apparire. Benvenuti nella Videocrazia.
Per la (t)V. aborrire questo documentario è valso a fargli la migliore pubblicità. Penso che andrò a vederlo. September 06 Storia di due città - quando ogni rosa ha la sua birra alla spinaUna città è un'entità confusa, immaginaria, realistica, inafferrabile e inesatta. Parlare di una città è come parlare dell'umanità; una frottola e una rivelazione. Non c'è modo di essere corretti nei suoi confronti, sentendola raccontare su guide turistiche o cogliendo le notizie tra un boccone e l'altro durante il tg della sera. Le città sono un fatto umano che puoi agganciare solo accettando di farvi parte. E' troppo sperare un rapporto privilegiato, perlopiù ci si accosta con maniera larvata del turista occasionale. Occasione che la città conosce benissimo. Berlin Città vasta - molto vasta - con attrazioni e richiami culturali spesso lontani gli uni dagli altri, come se si fossero separati da un'improbabile pangea, che ha conosciuto la sua più drammatica deriva con i bombardamenti degli anni '40. Il muro che sanciva la frattura si è inabissato recentemente, ma abbastanza tardi da rendere i suoi vecchi calcinacci inestimabili cimeli, costosi come se fossero di prezioso corallo. Ai lati del muro si stagliano per tutta la città i giganti del cielo: grattacieli a ovest e gru altrettanto alte a est. I cittadini di quella parte son ben contenti di questa situazione, potendo fra poco inalare aria ben diversa da quella pesante del suolo, rimasta ai domiciliari per quasi trent'anni. Quando possono, per sminuire l'attesa, si recano alla cupola del Reichstag essendo gratuita e trasparente. Berlino richiama giovani artisti da tutta Europa, di cui è ormai la capitale del design, e quando i muri conoscono lo spray di una bomboletta è sempre un capolavoro. Postdamer platz è il gioiello che ne sancisce tutto il gusto della creatività, e anche lo strapotere di alcune multinazionali. A livello culturale, la città dell'orso offre interi isolati di musei con tariffe, se non ragionevoli, comunque molto razionali. Appassionati da tutto il mondo si recano a Berlino per ammirare, quando mancano di opere di spicco, il lustro e la perfetta esposizione di quelle quattro cose che possiedono. Munich Percorribile anche a piedi, è molto più ricca e meno lugubre di Berlino. I segni dell'opulenza si contano in tutte le piazzole di sosta. Porsche-Porsche-Lamborghini-Jaguar-Porsche-BMW-Porsche-Maserati-RollsRoyce-Porsche-Ferrari. Altri sintomi benestanti sono ben evidenti alle otto di mattina, quando allo Starbucks cittadino sono riuniti tutti i tassisti sono a prendere il caffè (aka. acqua torbida): l'intera squadra conta dei Mercedes, tranne due Volkswagen e un Volvo. In birreria - dove è permesso avanzare canti tenuti a tempo dai boccali pestati sul tavolo - è possibile conoscere connazionali. Infatti, mancano totalmente di ritegno, e si notano. Ciò non scoraggia tuttavia lo spirito intraprendente dei tedeschi che, in merito alle esperienze coi latini, hanno sviluppato boccali veramente indistruttibili, intatti anche dopo cadute di varie altezze. E' da segnalare la birreria Hofbrauhaus, la più antica di monaco, nonchè una delle sette fabbriche di birra della città e seconda per grandezza tenda durante l'Oktoberfest. La città pullula di grossi parchi. Nell'Englischer Garten, i tedeschi mettono costantemente alla prova il loro senso civico contro dalla tendenza del buttarsi in acqua appena se ne presenta l'occasione. Non tutti ce la fanno. Alcuni invece praticano il surf in maniera bizzarra: controcorrente, grazie a uno stratagemma tecnico, e nello spazio di cinque metri. La fila è lunga, anche perché l'alternativa - messa in atto da alcuni - è quella di procurarsi le onde facendo saltare col plastico alcune pozze d'acqua. Bier Richiederebbe un tributo troppo lungo. August 26 Biglietto per la prima A Provins è stato giustiziato, in questi giorni, un giovane che aveva assassinato due borghesi, un uomo e una donna, violentato la serva sul posto e bevuto tutta la cantina. Ora, perveder ghigliottinare un tipo tanto stravagante, già alla vigilia erano arrivati a Provins più di diecimila campagnoli. Poichè gli alberghi non li potevano ospitare tutti, molti hanno passato l a notte all'aperto, dormendo sulla neve. L'affluenza di folla è stata tale che è venuto a mancare il pane. August 06 Memento studioLa bontà senza lo studio degenera nella stupidità
La saggezza senza studio degenera nella totale mancanza di principi
Il rigore senza studio degenera nella malvagità
La volontà di rettitudine senza studio degenera nell'asprezza
Il coraggio senza studio degenera nella pura sconsideratezza June 12 Obami italiani 8/6/2009 Sandra Maria Cane è il nuovo sindaco di Valceresio. E' figlia di un soldato americano e di una donna che emigrò in Francia. E' di colore, ed è stata accolta benissimo nel Carroccio, i cui voti hanno appoggiato la sua candidatura, assieme al PdL. Il suo programma consiste nel far riscoprire il paesino del Varesotto sul piano artistico e culturale. Fine dell'aneddoto. Quest'apparente contraddizione dei due partiti di governo non deve sbalordire. Si saprà: l'Italia non è un paese multietnico. Infatti è multirazzista. June 07 Espiazioni sciagurate di un finto cyber-dissidente Penso che questa sia, formalmente, un'ottima occasione per indossare un cilicio d'umiltà. In pratica, serve a me per sperimentare il senso dell'inutilità di quello che faccio. E forse dovrei aggiungere: per estrinsecare il superfluo latente di quanto fatto sinora, su questa piattaforma. Come novello, e certamente indegno, san Francesco senza vocazione, dovrei cominciare a spogliarmi e a restituire. Per prima cosa mi tolgo ogni copricapo di velleità intelletuale. Avanzerei la difesa che la spocchia vana del sapere non ha mai fatto per me, è contro la mia indole e il mio complesso di parità misurata; eppure me ne sono sempre servito: per ripulire e lustrare audio, canale e messeggio; renderlo inattaccabile; oltre che per un certo rigore a cui la cosa mi avrebbe costretto (e questo è il solo bene). Poi il vestito piuttosto dorato, kitsch - e piuttosto diffuso -, che mescola a una scrittura già ingenua un soluto (anche se sarebbe più opportuno dire solvente) di figure retoriche di pensiero: enfasi, iperboli, toni tonitruanti e trionfali; e il loro esatto opposto. Potrei giustificarmi, replicando che questa prassi è diventato ormai di uso comune. Continuamente, è così per tutto quello che riguarda informazione e intrattenimento. L'attenzione dello spettatore - o lettore - dev'essere continuamente stimolata, mica che vada scemando. E, molto spesso, i risultati sono castelli grotteschi che si ergono nel cielo, puntellati solo su piccoli cenni di notizie, banali e incolore. Poi ci si lamenta che non ci si ricorda mai niente, quando ogni comunicato viene sbandierato come svolta epocale! Per il mio, soggiungo che lo faccio per non annoiare nessuno, sperando sia così. L'ultima sottoveste è la fatua pompa dei motivi per cui scrivo. In effetti, cosa cambia? C'è gente che scrive meglio, e per di più, le stesse cose. E l'unico mio merito sarebbe quello di aggiungere commenti personali di cui non frega niente a nessuno? Ora sono nudo. P.s. A proposito, sapevate che l’ingegner M. F. , dichiara che "i dati sull’entità del sisma sono stati cambiati, penso volutamente e con raziocinio, per evitare il risarcimento del 100% che sarebbe stato dovuto in caso di sisma maggiore di 6 gradi Richter"? June 04 Fritto stantio I motti sempreverdi sono sempre rigogliosi e vecchi quanto certi
giochi; uno adatto è "In Italia, la situazione politica è seria, ma non
è grave" di Flaiano. Giusto! Via ogni velleità di austerità, ma anche
la tentazione di puntare il dito. Solo avanziamo con molta umiltà
qualche domanda "Il programma per le europee, ecco, non lo abbiamo ben
capito". Non che si nutrano troppe utopie di trasparenza e
comunicazione. Quindi, capito no, anche se si è avuto un vago sentore
subliminale, come quello di + gnocca per tutti.
Che non sarebbe male, ma così sul vago e l'inconcludente, non ci sia da
lamentarsi se poi non si ha trombato (politici sfortunati a parte). Indi non si è capito, ma si è parlato molto. Ma non ci sia sorpresa: ogni corpo articolato incontra più resistenza, ed è norma comune. Passa l'organismo più semplice, anche se privo di un certo senso. Ma certe cose! Che noia, che mancanza di originalità! Quella di propinare candidati sconosciuti accompagnati con qualche nome stranoto o di famosissimi per meriti ignoti. Vada la ripetizione, non la noncuranza: personalità vagamente interessanti, con qualche fissa delirante da proporre si trovano - come il proponente dei posti riservati sugli automezzi, quando mancano sia i posti che la riservatezza -; e se non si dovessero trovare, si creerebbero. Inoltre, è davvero molesto sentire le stesse accuse e le stesse scuse. Qualche tocco fresco si sente, ma l'intonaco è marcio. Ed è anche un tocco di infimo livello, come quello di ammazzare un personaggio principale di un telefilm per risollevarne gli ascolti. Si sa: l'aspettativa per quanto riguarda i politici è quella di deludere, e pure così deludono le aspettative. Avviliscono e annoiano (salvo certi appassionati che si spiegano solo con l'assuefazione - come succede, appunto, coi fan di un telefilm molto longevo). E tutto sembra più amaro quando questi distillatori di fumo e barzelletieri in erba cominciano a premere per il sorriso o la smorfia. Perché si scopre che ci si è dimenticato come si sbadiglia. ![]() June 03 Traduzione e ripensamento 3/6/2009 Nell'ultima interpretazione del attore americano Ben Stiller - Una notte al museo 2 - La fuga -, il popolare comico americano, nei panni di una guardia notturna, in uno scorcio della ripresa, ha un tête a tête con Napoleone Bonaparte. Questo confessa al sorvegliante che nel Bel Paese circola un suo discendente, un tempo "cantante su una nave, che piace molto a tutti". Nella versione originale, il significato riportato correttamente sarebbe stato "che a certi piace molto", ma l'esito non è stato frutto di una svista, bensì rientra in quel processo tecnico che, nel doppiaggio e nel mercato, si definisce localizzazione. Anche così, ai doppiatori non si può rimproverare il doppiogioco. May 21 21 maggio 2009 21/5/2009 Scoop: pare che ieri il premier, fingendo di asciugarsi il sudore della fronte, stesse invece dandosi una ritoccata di trucco. Clamoroso, la prima scostumatezza fatta di nascosto! May 20 Volgare appropriato Mi sono accorto di recente, su un commento casuale, che mi si dava del politicamente (s)corretto. Hanno torto(ragione). Sono scurrile oltre ogni immaginazione, e mi piace spingere a oltranza il libero arbitrio che l'Onnipotente ci ha concesso insultandolo lungamente. Ma non considerate che per questo le parole salaci - quale eufemismo! - siano così inutili. Alcuni linguisti sostengono che la prima parola dell'uomo fu una parolaccia, o almeno un'imprecazione. Che vita vuota sarebbe senza parolacce, che da sempre indicano le cose a cui tengono di più gli uomini (e le donne!). E oggi, ardirò di scrivere la stessa parolaccia a dismisura, ma con le opportune censure; una cosa che sta tanto cara a me e a molti: signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato signif**ato Signif**ato? May 18 Demoni I Demoni sono nati e cresciuti attorno a noi. Era difficile
riconoscerli da bambini. La cultura romanzata destinata agli infanti
parla spesso di segni esteriori - di code, di corna, di ali mostruose
-, tracce perdute di un passato selvatico e lontano; e ormai
irrintracciabili, ma che aiutano a sviluppare un oculatezza per tutto
ciò che può apparire diverso. Si sa che i bambini non sono affidabili:
imprevedibili nella loro emotività, infuriano su quanto di
insignificante possa sembrare a occhi di mondo, per abbracciare
incoerente e indistinto molte cose che un'esperienza sconsiglierebbero.
Cresceranno, forse impareranno ad amare, ma si può solo insegnare loro
a come odiare con criterio. E, quindi, i demoni erano senza forma,
comparivano solo al buio, quando la fantasia la dava in virtù di quei
discorsi. Poi si cessa di essere bambini, quando gli orchi ardiscono di comparire alla luce. Ognuno ha i suoi: la miseria, la sofferenza, la violenza... Tante zanne e tante piaghe. Si cessa di essere innocenti quando queste bestie passano quei confini morali - di patria, gruppi, altri gruppi, parenti, famiglia e amici -, che invitabilmente dovranno oltrepassare per i disegni delle loro vite. E quando lo faranno, è un mancato stare al gioco, per cui un rimprovero non sarebbe sufficente. Bisogna scacciarli con forza e bastonate, così che intendano il meccanismo colla guida dei loro lividi. Non procurano troppe noie, questi esorcismi, sono una necessità e possono spingersi anche alla morte del diavolo. E' per il bene virtuale dei nostri fratelli; non perché gliene procuriamo, ma perché estirpiamo un male. Abbiamo avuto una fittissima genia di questi mostri, a seconda di quella che fu la nostra frontiera di serenità: avevamo la selva, i lupi avevamo; avevamo la città, i ratti in essa; avevamo i soldi, avevamo la rapina. C'era la guerra ai demoni, ma per loro non ne avevamo di più strazianti dentro. May 15 Politically incorrect Nata per disciplinare il costume della propaganda e comunicazione politica, la par condicio è una trovata striminzita nel mezzo delle parti; ed ognuna, per arrecar danno, la spinge più che può contro l'altra in contesa. E' solita essere un conteggio da gretti, che trattano di minuti, percentuali con una meticolosità meschina che serve a ripararli da eventuali risentimenti politici. Guai invece a chi rompe le uove nel paniere, sostituendo le variabili del tempo con quelle di calcolo delle falsità: è uno smargiasso in cerca di visibilità, un comunista, un fascista, un facinoroso, in altri tempi un anarchico, o un calcolatore del proprio tornaconto politico non abbastanza ipocrita. Alcuni, invece, possono permettersi di appiccare qualche focolaio verbale perché in molti sarebbero ansiosi di alimentarlo e altrettanti di estinguerlo. Le leggi, purtroppo, quando sono vaghe o inutili le si torcono a piacere come un ferro caldo per strabuzzare quel poco di senso che potevano avere. Quelli che possono, senza rischi, gli altri con qualche ustione. La mia bella giustificazione è scopiazzata, ma non molto conosciuta: tutti possono prendere in giro i politici, ciò non toglie che poi i politici prendano in giro tutti. Questa è la vera par condicio! |
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